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11 novembre: i cinesi single si festeggiano

“Single day” è l’anti-San Valentino dei cinesi. Si festeggia nello stesso giorno in cui il mondo cattolico ricorda San Martino, il protettore dei soldati, dei mendicanti e dei ….cornuti (il perché non è chiaro: c’è chi pensa che questa ricorrenza sia da far risalire alle tante fiere di bestiame dotato di corna, che anticamente si svolgevano proprio in questo periodo; c’è chi invece trova il legame con i 12 giorni di sfrenate feste pagane che si svolgevano sempre in questo periodo dell’anno, durante le quali gli adulteri erano considerati quasi la normalità).

Tornando al grande giorno che l’immenso popolo dagli occhi a mandorla dedica ai non accoppiati, sappiamo che alle sue spalle c’è il colosso cinese Alibaba e, di conseguenza, è il più grande evento di e-commerce al mondo. Un evento cui i cinesi si preparano con anticipo: dalla mezzanotte dell’11 novembre hanno già aperto le pagine con le offerte migliori per una 24 ore di prodotti a prezzi stracciati sulla più grande piattaforma di commercio online del mondo che non vende prodotti direttamente, ma agisce come intermediario di elettronica, abbracciando circa il 90% del mercato del settore.  Quest’anno, solo nella prima ora, 45 milioni di persone hanno comprato dai loro service. E questi dati non tengono conto delle altre aziende di commercio online e del traffico generato dagli smartphone, che in Cina costituisce un buon il 70 per cento degli utenti.

Suona davvero strana una festa come questa in una nazione, la Cina, dove fino a qualche anno fa non esisteva nemmeno lo status di “single”. Si poteva essere sposati o non sposati. Fu nel 1993 un gruppo di studenti dell’università di Nanchino a decidere di festeggiare la loro mancanza da vincoli affettivi. Scelse come data l’11/11: l’ uno, ripetuto per quattro volte, come a sottolineare che la scelta del proprio stato civile è per sempre.  Una ricorrenza che nel 2009 ha ripreso Alibaba per far concorrenza al Cyber Monday statunitense. Il concorrente ha superato il suo mentore già nel 2012, ma anche l’anno scorso in 24 ore ha venduto merci per un totale di 8,6 miliardi di euro a fronte dei 5,3 dell’anno precedente. Quest’anno l’azienda del guru Jack Ma ha messo a punto una sistema di grandi dimensoni: 1,7 milioni di persone, 400mila veicoli, 5000 magazzini e 200 aeroplani sono impiegati per 24 ore di consegne. Le Poste cinesi hanno stimato l’invio in una sola giornata di 760 milioni di pacchi in tutto il Paese. Vale a dire, un incremento del 42 per cento a fronte dei 550 dell’anno scorso.

Quest’anno gli acquirenti hanno speso più di 9 miliardi di dollari nelle prime 12 ore del ‘Single Day’ cinese, validando con mezza giornata di anticipo sulla chiusura, quello che il gigante dello e-commerce Alibaba ha così commentato: “Il 2015 vendita ha eclissato i risultati finali dello scorso anno in un po ‘più della metà del tempo”.  Alle 10, ora locale, secondo il blog aziendale gli acquirenti avevano superato i 13 miliardi di incassi.

Con un fatturato che aumenta in misura esponenziale anno dopo anno, la Giornata dedicata ai Single è diventata una opportunità di business redditizio per tutti i rivenditori online e la concorrenza tra loro diventa sempre più agguerrita se si considera che la Cina conta 668 milioni di utenti internet, pari al 48,8% del totale della popolazione: circa 19 milioni di cinesi – più della popolazione del Cile – sono entrati a far parte del popolo di internet nei primi sei mesi dell’anno. Lo ha reso noto nel suo rapporto biennale il Centro di informazioni su internet in Cina (Cnnic) in uno studio che sottolinea l’esplosione del commercio elettronico.

L’evento dell’ 11 novembre ha ricevuto il sostegno  del governo in un momento in cui l’espansione economica della Cina sta rallentando e Pechino sta cercando di trasformare il modello di crescita in un sistema maggiormente sostenibile trainata dai consumi.

Gli acquirenti hanno mostrato i loro acquisti sui social media, con molti lamenti che avevano speso troppo denaro. “Posso solo permettersi di mangiare lo sporco per il prossimo semestre”, è scritto in un post sul microblogging localeSina Weibo, che in allegato mostra l’immagine della schermata  sulla quale risultano ben 42 articoli comprati.

 


 

 

 

 

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