72 Mostra del cinema di Venezia

Venezia 72, Mattarella e Cuaron pensano ai migranti

Mentre le star in passerella sfilano con gioioso compiacimento sfoggiando un look seducente, alla 72esima Mostra del Cinema di Venezia è giunto anche il presidente Mattarella. Intanto, dopo la cerimonia d’apertura di ieri sera presieduta dalla splendida madrina Elisa Sednaui, la giornata di oggi riserva nuovi importanti appuntamenti con alcuni dei film più attesi in concorso, “Francofonia”, “Beasts of no nation” e “Looking for Grace”.

Il Presidente si è recato in visita alla Biennale d’Arte accompagnato dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e dal ministro Dario Franceschini. Parlando con i cronisti Mattarella ha affrontato il tema dei migranti ed ha sottolineato che l’evidenza dei fatti e delle tragedie di questi giorni conduce alla considerazione che “Questi apporti culturali diversi non sono soltanto preziosi, ma sono ciò che caratterizza la Biennale, sono il patrimonio della Biennale e che la Biennale offre a Venezia e al mondo“.

Nemmeno il presidente della giuria, il regista Alfonso Cuaron, ha voluto trascurare la dolente tragedia dei profughi in fuga in Europa. “Sono un messicano che vive in Europa” ha detto “e mi sono sempre sentito il benvenuto. Vorrei la stessa accoglienza per tutti i migranti“.

Se nella giornata di ieri protagonista è stato il gelo del film fuori concorso “Everest”, di Baltasar Kormakur, in cui il fascino di Jake Gyllenhaal ha fatto da padrone, oggi sarà la volta del cinema americano, australiano e francese. Di italiano ancora poco, se non si tiene conto della pellicola restaurata per Venezia Classici “Vogliamo i colonnelli”, del 1973, commedia fantapolitica su un maldestro colpo di stato nell’Italia degli anni settanta, di Mario Monicelli.

Grandi aspettative per “Beasts of no nation”, in gara per Venezia 72, del californiano Cary Fukunaga, già regista della famosa serie “True detective”, film prodotto proprio dal colosso Netflix. Basato sull’acclamatissimo romanzo dell’autore nigeriano Uzodinma Iweala, “Beasts of no nation” racconta l’avvincente storia di Agu, un bambino soldato strappato alla sua famiglia per combattere nella guerra civile di un paese africano. Secondo Fukunaga il film manifesta uno dei più orribili paradossi del mito della “guerra giusta”: “La violenza è brutale e la storia del cinema dimostra che siamo affascinati da essa, ma è anche ciò che rende l’uso dell’innocenza dei bambini nei conflitti ancora più orripilante delle guerre che invece celebriamo nelle nostre storie nazionali”.  Fukunaga aggiunge poi “le storie possono superare le distanze sia culturali che geografiche, e consentono di sentirsi uniti ad altri esseri umani e di capirli, nonostante le scelte che devono fare. In questo caso si tratta di capire la condizione di un bambino in guerra che tenta di sopravvivere alla violenza insensata con i mezzi che gli sono stati dati per farlo”.

Per la sezione Veneza 72 saranno proiettati oggi anche “Looking for Grace” di Sue Brooks e “Francofonia” del regista russo Alexander Sokurov. “Looking for Grace” narra la storia di una ragazza di sedici anni, Grace, che fugge di casa. Per ritrovarla i suoi genitori, Dan e Denise, si mettono in viaggio attraverso la cintura del grano in Australia Occidentale insieme a Norris, un investigatore in pensione.“Francofonia” affronta invece un tema dolorosamente attuale, quello dei capolavori artistici che, come la popolazione, spesso subiscono la furia distruttrice della guerra e di quanti cercano di imporre il potere con la violenza. Una devastazione brutale che non conosce limiti e che anzi sembra compiacersi di radere al suolo quanto l’uomo ha faticosamente costruito. “Francofonia” in sostanza racconta proprio questo particolare conflitto tra la violenza mossa dal desiderio di potere e la salvaguardia del patrimonio e dei diritti umani.

Vania Amitrano

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