Sono i risultati della ricerca “Prima delle leggi”, presentata oggi a Rimini nell’ambito del forum “Gold Age” da Giuseppe De Rita, Presidente del Censis, ed Elisa Manna responsabile del settore Politiche culturali.
Nessun sentimento generico di antipolitica o di un rifiuto emotivo della amministrazione pubblica: gli intervistati dichiarano di farsi guidare nelle scelte della vita dalla propria testa (66,3%) piuttosto che dall' impulso del momento (17,7%), dal cuore (8,8%), dai desideri (7,2%), convinti che la loro identità si basa sull' esperienza personale (44,6%), sull' eredità culturale familiare (43,2%), sul carattere (42,3%). L' appartenenza politica, gli schieramenti, le appartenenze di classe sociale o anche religiosa, etnica, sessuale, contano poco e raggiungono percentuali di aggregazione minime: l' appartenenza politica conta solo per l' 1,1%.
Potrebbero sembrare individui ripiegati sulla propria soggettività, afflitti da quella dose di egoismo che secondo Oscar Wilde “non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi”. Al contrario, gli over 50 sono fortemente aperti agli altri: l' 84,5% vede il rapporto con gli altri come una forma di arricchimento, l' 82,4% dice che questo confronto è servito per migliorarsi. E ancora, dall' identikit degli over50 emerge che hanno ricevuto dai propri genitori una trasmissione di valori che oggi sanno apprezzare. Con il proprio padre (la figura in cui hanno identificato l' autorevolezza, secondo il 37%) hanno avuto un rapporto equilibrato, fatto di amore e rispetto. Riconoscono di dovere la propria maturazione a uno dei genitori (50,1%), nel proprio scrigno mentale conservano il nome di uno scrittore o di un filosofo, o anche semplicemente il titolo di un bel film, che ha un significato importante nella loro vita.
Amano fare autocritica e mettere a frutto le esperienze (31,5%), cercano di non lasciarsi condizionare dalle emozioni e valutare con obiettività le situazioni (29,3%). Rifiutano una concezione solo materialistica del rapporto uomo-donna, che riconducono sì all' attrazione dei corpi, ma salvaguardando l’intesa mentale (52,7%). Nelle situazioni di disagio ritengono opportuno guardarsi dentro con coraggio (38,2%), confrontarsi con gli amici più veri (36%), chiedere consiglio a uno psicoterapeuta (33,8%), non pretendono di risolvere tutto con i farmaci (solo il 2%).
La classe politica deve ascoltare i bisogni della gente
La società ha un bisogno impellente di guide dotate di una forte leadership, di specchiata onestà sia in pubblico che in privato (59,8%), persone illuminate da profonda saggezza e consapevolezza (43%), che siano preparate (37,3%). Alla classe dirigente politica e istituzionale chiedono innanzitutto di saper ascoltare i bisogni della gente (57,3%), di recuperare giustizia sociale (39%), di guardare al futuro (34,1%). Non vogliono guide che sappiano coinvolgere (solo il 5,2%) o far sognare (1,7%). Devono essere invece seri e onesti (59%), saggi (54%), dotati di forza morale (34%) e onore, umiltà e semplicità.