Paolo-villaggio

Addio al ragionier Ugo Fantozzi

Se n’è andato per sempre Paolo Villaggio, uno dei veri e rari attori comici italiani. Come ha scritto la figlia Elisabetta su Facebook per comunicare il grave lutto “ora sei libero di volare”. Le esequie, in forma laica, sono state fissate per mercoledì 5 luglio presso la Casa del Cinema. Villaggio era ricoverato dai primi di giugno presso la casa di cura privata romana Paideia, ma precedentemente era stato in cura presso il Policlinico Gemelli. Sarebbe morto per le complicanze di un diabete malcurato dal diretto interessato.

Paolo-villaggioNato a Genova il 30 dicembre 1932, e’ stato ateorie, scrittore, sceneggiatore e doppiatore, interpretando, al cinema e in tv, personaggi paradossali e grotteschi: tra questi, il professor Kranz, il timidissimo Giandomenico Fracchia e il ragionier Ugo Fantozzi, il personaggio che l’ha consacrato al grande pubblico, emblema dell’uomo medio italiano. Villaggio ha portato Fantozzi sullo schermo in dieci pellicole: la prima è del 1975, per la regia di Luciano Salce, inclusa nel 2008 nella lista dei 100 film italiani da salvare. Le sue interpretazioni da decenni continuano ad essere trasmesse da TV pubbliche e canali privati, perché la sua comicità pungente e sarcastica ha fatto ridere intere generazioni e trova riscontri positivi anche nelle ultime.

Ma il Paolo Villaggio cinematografico non si identifica solo nel ragionier Fantozzi, l’avatar da lui creato che lo ha reso più popolare;     ha ricoperto anche ruoli più drammatici in carriera, partecipando a film di registi come Federico Fellini, Marco Ferreri, Lina Wertmüller, Ermanno Olmi e Mario Monicelli. Nel 1992, in occasione della 49ª Mostra del cinema di Venezia, aveva ricevuto il Leone d’oro alla carriera. Nell’agosto del 2000 gli era stato assegnato al Festival del cinema di Locarno il Pardo d’onore alla carriera.

A.B.

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