Alemanno: “Via da Roma Equitalia”. Approvata la delibera

Roma mette fuori Equitalia. A partire dal primo luglio prossimo “Equitalia non si occuperà più della riscossione dei tributi per Roma Capitale. La riscossione sarà fatta direttamente dal Dipartimento risorse economiche di Roma Capitale”, secondo quanto prevede la delibera approvata oggi dalla Giunta Alemanno.

“Equitalia è una macchina molto grossa, pesante che agisce in modo molto rigido, matematico e cieco. Noi – ha spiegato il Sindaco della Capitale presentando il provvedimento alla stampa – vogliamo essere comprensivi con le famiglie e le imprese in difficoltà perché dopo i numerosi suicidi che ci sono stati occorre essere molto attenti”. “A Equitalia da luglio subentra Roma Capitale con l’obiettivo di avere una riscossione più flessibile e intelligente – ha puntualizzato Alemanno – procedendo caso per caso. Saremo inflessibili con gli evasori, ma per chi dimostrerà che non può pagare sono previste rateizzazioni fino alla sospensione”.

Dal primo luglio, dunque, l’agenzia più temuta e odiata dagli italiani cesserà di riscuotere le entrate tributarie e patrimoniali per conto di Roma Capitale. Il servizio passerà direttamente agli uffici capitolini del Dipartimento Risorse economiche, con la consulenza di Aequa Roma, società ‘in house’ con capitale sociale interamente posseduto da Roma Capitale. A questa decisione la Giunta capitolina è arrivata dopo aver consultato nei giorni scorsi attraverso un referendum telematico i cittadini romani. Dal sondaggio è emerso che su 33.822 votanti, l’88,1% vuole che sia Roma Capitale e non Equitalia a gestire la riscossione coattiva delle proprie entrate tributarie e patrimoniali. Ora invece ci sarà un Comitato etico che esaminerà le istanze di contribuenti e imprese che versano in difficoltà con i pagamenti, a causa di particolari e contingenti condizioni economiche e sociali sfavorevoli. In base al giudizio del Comitato Etico si concederanno ai contribuenti e alle imprese la rateizzazione o sospensione dei pagamenti.

Equitalia avrebbe dovuto salutare i Comuni alla fine del 2011, in base a una norma del decreto Sviluppo di quell’anno. Dopo due anni di proroghe, l’ultima data è stata fissata dal decreto enti locali di novembre scorso al 30 giugno prossimo. In teoria, entro tquella data gli oltre 6mila Comuni per i quali Equitalia effettua la riscossione spontanea o coattiva di tributi e tariffe dovrebbero scegliere quale strada imboccare, e nel caso di ricorso a un altro soggetto esterno dovrebbero bandire le gare e assegnare il servizio. In alternativa, potrebbero riportare il servizio all’interno della gestione diretta da parte del Comune, come ha fatto oggi Roma Capitale.

A.B.

 

 

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