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Alitalia, il piano dei tagli per uscire dalla crisi

Per uscire dalla crisi l’Alitalia sceglie la politica dei tagli: riduzione del 30% della busta paga per tutti i piloti (quasi 3mila euro al mese), duemila esuberi tra i dipendenti, di cui un 70% composto da personale di terra e negli uffici. Questa la soluzione promossa  per uscire dalla crisi, al termine della lunga riunione del consiglio di amministrazione della compagnia aerea per l’esame del piano industriale e la cooptazione come consigliere di Luigi Gubitosi.

In questi anni, le spese di Alitalia sono lievitate e a questo non si è accompagnata una crescita dell’azienda in termini di profitti. Il fabbisogno finanziario per rimettere in piedi la compagnia si aggirerebbe intorno ai 900 milioni di euro: di questa somma, circa 400 ml verrebbero apportati dai soci con la conversione in “equity”, cioè in capitale, delle obbligazioni di Alitalia per circa 210 milioni che Etihad (socio al 49%) si è accollata a dicembre scorso con gli strumenti finanziari partecipativi (detti quasi-equity) e delle linee di credito per 180 milioni concesse dalle banche, in prima fila le banche azioniste della compagnia, UniCredit e Intesa Sanpaolo.

E gli altri 500 milioni? In teoria, sarebbero sempre i soci a dover metter mano alla borsa, con una nuova inezione di cassa, ognuno in rapporto alle proprie quote. Per raggiungere l’obiettivo, cioè risparmi  sui tre anni — da qui a fine 2019 — per un miliardo, si è deciso in primis di ridurre di un terzo le spese relative al costo del lavoro, che nel 2015 hanno toccato i 593 milioni di euro. Le voci più costose del bilancio aziendale sono però a spesa per il leasing degli aerei. Le «locazioni operative per la flotta» sono costate ad Alitalia nel 2015 circa 388 milioni, al netto dei piani di ammortamento. Al netto della manutenzione dei velivoli da riportare, per quel che si può, internamente. E poi i servizi di vendita e post-vendita dei biglietti che tra provvigioni, pubblicità, servizi di prenotazione e assistenza alla clientela hanno inciso nell’ultimo bilancio per 216 milioni.

 

 

 

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