Alluvione Sardegna: a Olbia giornata di lutto e preghiera

Alluvione in Sardegna, il giorno del dolore e delle accuse

A Olbia i funerali delle vittime del ciclone Cleopatra. Monsignor Becciu: “L’uomo rispetti la natura, mai più tragedie simili”.

Alluvione Sardegna: a Olbia giornata di lutto e preghieraÈ il giorno del dolore per la Sardegna, che si è risvegliata in lutto dopo la devastazione del ciclone Cleopatra. A Olbia si sono celebrati i funerali di 6 delle 16 vittime del nubifragio, tra cui i piccoli Enrico e Morgana, di soli 3 e 2 anni. Nella palestra del Geovillage c’è anche il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge, in rappresentanza del governo. Monsignor Angelo Becciu ha riportato le parole del Papa.

“Spiritualmente presente in mezzo”, ha detto e ha invitato tutti “a sperare senza cedere allo sconforto, per auspicare vivamente che il rispetto della natura e la necessaria cura del territorio possano evitare in futuro simili devastanti tragedie”.

Centinaia le persone che hanno voluto portare il loro ultimo saluto ai morti. È il giorno del dolore, ma anche quello della riflessione, degli scambi di accuse sulla prevenzione del rischio idrogeologico. Ma soprattutto è il giorno in cui la grande macchina della solidarietà, come spesso avviene nelle tragedie italiane, si dà da fare per riportare alla normalità quelle zone colpite.

Croce rossa italiana e Protezione civile sono al lavoro per offrire assistenza agli sfollati. Sono 2.300 quelli di cui si occupa la Cri, che ha allestito tre centri di accoglienza a Uras e Solarussa, in provincia di Oristano, e a Olbia. Nelle altre zone dell’isola sono stati creati punti di raccolta di cibo, coperte e vestiti. Anche la Protezione civile, che sta fornendo assistenza a circa 1700 sfollati, ha predisposto un piano straordinario per distribuire anche acqua potabile.

La conta dei danni è già cominciata. Il piano straordinario del governo prevede subito uno stanziamento di venti milioni di euro. Alcune zone sono state completamente disintegrate dalla furia dell’acqua, come a Bitti, dove si cerca ancora il corpo di un allevatore e dove il sindaco Giuseppe Ciccolini ha lanciato un appello ad intervenire.

“Il 50 per cento delle case è a rischio crollo. Dai dati che abbiamo, in 150 anni non era mai scesa tanta acqua. Ora siamo tutti vicini alla famiglia del disperso – ha concluso -, siamo tutti impegnati nelle ricerche con le forze dell’ordine e tantissimi volontari”.

La riflessione sulla tragedia ha, poi, lasciato lo spazio ad immancabili polemiche.

“E’ ora di smetterla con le recite – ha affermato Angelo Bonelli, presidente dei Verdi – perché le drammatiche conseguenze che hanno investito oggi i cittadini sardi e ieri quelli di tanti altri posti d’Italia sono figlie della inesistente cura del territorio, della speculazione e della cementificazione oltre che dell’inazione dei governi rispetto ai cambiamenti climatici, come dimostra l’assenza totale di interesse verso la Conferenza di Varsavia”.

“Basta chiacchiere”, è l’appello che si leva da più parti all’indomani del dramma.

“Bisogna agire, non è più tempo di parole – ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini -. Bisogna far entrare nella pianificazione economico finanziaria non solo interventi per riparare”. Perché l’Italia è reduce, come sottolineato dall’esponente del Pd, da “decenni di difetti costruttivi, superficialità e delinquenza. Per fare opere pubbliche bisogna rispettare le regole”.

Related News

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Copyrıght 2013 FUEL THEMES. All RIGHTS RESERVED.