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“Amazon non lucri sullo stupro”

Amazon non metta online i libri di Darysh Valizadeh: “Sono una campagna a favore dello stupro”, si legge su Change.org.

La petizione contro il blogger americano, misogino e antifemminista e per estensione contro il sito di vendite online Amazon non è la prima e probabilmente non sarà l’ultima. La sua serie di libri “Bang”, ricchi di consigli su come fare sesso all’estero senza incorrere nell’accusa di stupro, è stata messa al bando dalla critica internazionale, sembra voglia favorire la legalizzazione della violenza sessuale.

Altro che “turismo d’amore” come l’autore lo definisce. Per l’inglese Caroline Charles, autrice della petizione indirizzata al Ceo dell’azienda di Seattle, Jeff Bezos, i libri di Roosh V, lungi da essere “raccoglitori di suggerimenti”, “normalizzano e minimizzano lo stupro e spiegano come farla franca”.

“Valizadeh – si legge nel documento caricato su Change.org ha anche confessato di aver violentato almeno una donna nel suo libro Bang Islanda. Con la vendita di questi libri suggerisce che Amazon possa sollevarlo dalle sue azioni. Dimostrate che questo non è il caso e rimuovetelo dal vostro magazzino”. 

Valizadeh – conclude il testo – sostiene che la protesta contro di lui ‘lo rende solo più forte’. Cerchiamo di colpirlo dove possa fargli male, cioè finanziariamente. Aiuta con questa petizione a chiedere ad Amazon di rimuovere le sue opere dal proprio sito”.

E a chi già grida alla censura e invoca il diritto alla libertà di parola, Caroline risponde: Non si trattata di vietare libri, si tratta di garantire che lui, e Amazon, non traggano profitti dallo stupro”.

P.M.

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