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Amministrative: si spengono le stelle del M5S

Si appannano le stelle di Grillo e una nuova fiammata di interesse investe i candidati di centrodestra e centrosinistra, che finiscono al ballottaggio praticamente in tutti i capoluoghi più importanti dove ieri si è votato. Questo è il dato politico più rilevante che trova concordi tutti gli analisti politici e i rappresentanti dei partiti.

Si è votato in oltre mille comuni dove i cittadini erano chiamati a rinnovare i propri amministratori. Affluenza bassa: al 60,07%, in forte calo rispetto alle precedenti omologhe dove il dato fornito dal Viminale è stato quasi 7 punti percentuale più alto (66,85%).

Il trend negativo per i Cinque Stelle si è visto già dai primi exit poll, valutate le proiezioni sulla base dello spoglio che si è svolto in nottata e alla luce dei risultati definitivi che via via arrivano al ministero dell’interno, è acclarato il flop dei Cinque Stelle, fuori dal secondo turno nelle grandi città – a Genova, Palermo, L’Aquila e Catanzaro il duello è tra candidati di centrosinistra e centrodestra – e il ritorno al ‘bipolarismo’ neanche troppo antico.

A Palermo c’è la netta affermazione per il sindaco di Palermo Orlando, vicino alla riconferma, sesta volta alla guida del capoluogo siciliano. Ma il dato più significativo è quello di Parma dove si è consumata la rivincita dell’uscente Federico Pizzarotti che da ex grillino – nel 2012 aveva trionfato nella prima città conquistata dai pentastellati, ma poi nel maggio 2016 c’era stata la clamorosa rottura, con epurazione, per gli stessi motivi che oggi salvano a Roma la sindaca Virginia Raggi e altrove (vedi Livorno) qualsiasi altro esponente M5S indagato – approda al ballottaggio col candidato del centrosinistra Paolo Scarpa ma, soprattutto, riduce il M5s ai minimi termini (3%) rispetto al 2012. La frenata dei consensi verso M5s si registra incredibilmente proprio nel feudo di Beppe Grillo, Genova, teatro qualche mese fa della sceneggiata che aveva visto vincere le primarie a Marika Cassimatis, poi epurata, quindi a Luca Pirondini (per appoggiare il quale l’appello alle comunarie era stato esteso a tutti gli iscritti sul territorio nazionale), oggi clamorosamente sconfitto da Marco Bucci (centrodestra, 43,35%) che tra due settimane se la vedrà con Giovanni Crivelli (centro sinistra, 39,45%). Per il governatore della Liguria, Giovanni Toti: “I 5 stelle pagano il pessimo governo delle città. A Roma con Raggi e ora a Torino con Appendino. Poi il MoVimento paga i candidati imposti dall’alto. Prima dicevano uno vale uno, ora non è più così”.

II Pd con gli alleati è in testa all’Aquila e ‘agguanta’ il ballottaggio quasi ovunque, anche se la destra è avanti in 14 città su 25. «Gli italiani hanno capito che i pentastellati non sanno decidere e sono incapaci di assumersi le loro responsabilità» è il giudizio che Matteo Renzi vuol fare emergere, prima che sia possibile valutare lo stato di salute del Pd. Ma per l’altro Matteo, Salvini, Lega Nord “se c’è uno sconfitto è Renzi che ha dovuto mascherarsi dietro liste civiche”. “Renzi – ha aggiunto – fa il contento per mettere a tacere i vari Bersani e D’Alema”. “E’ finito il primo tempo. Ora c’è il secondo da giocare e da vincere”, ha commentato il segretario del Carroccio relativamente al risultato delle elezioni amministrative che considera “molto positivo” per la Lega. Per lui “la partita più bella” è a Genova, ma l’obiettivo è vincere anche in Comuni come Alessandria, Como, Monza, Padova e Verona.  Al momento Salvini non ha parlato con Berlusconi anche se ha spiegato che sentirà lui “come tutti gli altri amici della squadra”. Le amministrative hanno dimostrato che uniti si vince. “A livello nazionale – ha detto – il 26 giugno ci metteremo a un tavolo per verificare il programma comune”. Se si trova, “c’è la coalizione”. “Facciamo l’ultimo appello non da appassionati di legge elettorale – ha detto in conferenza stampa dalla sede della Lega di via Bellerio – Se Berlusconi vuole l’unità del centrodestra come va dicendo, dovrebbe scegliere il maggioritario e non il modello proporzionale del ‘votami e poi ti spiego cosa faccio dopo’”. “Però – ha aggiunto – noi siamo coerenti e la priorità è andare a votare. Speriamo che Renzi tragga le conseguenze di questa ennesima sottrazione di fiducia alla coalizione di governo”.

A.B.

 

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