Pasquale-Longarini

Aosta: arrestato il procuratore Longarini

Prima di fare un favore ad un amico, è sempre bene pensarci due volte. Pasquale Longarini, procuratore capo della Repubblica di Aosta (facente funzioni) è stato arrestato ieri dalla Guardia di Finanza di Milano per “induzione indebita a dare o promettere utilità” (articolo 319 quater del codice penale).

In pratica, il magistrato avrebbe “consigliato” ad un albergatore sotto minaccia di indagini per fatture false e frode, di acquistare determinati prodotti da un amico che li vendeva, favorendone quindi i guadagni.

Oltre a Longarini, ora ai domiciliari, è finito in manette anche “l’amico” in questione, l’imprenditore Gerardo Cuomo: su di loro pende l’inchiesta della Procura di Milano (competente anche sulla Provincia di Aosta), condotta dal sostituto procuratore Roberto Pellicano.

Da quello che si è potuto ricostruire da alcune intercettazioni dove compariva il nome di Longarini, il pm, che ha sostenuto, insieme alla collega Stefania Cugge,  l’accusa nel caso Cogne, portando alla condanna a 30 anni di Anna Maria Franzoni, avrebbe spinto un albergatore di Aosta ad ordinare un numero imprecisato di forme di fontina per un’ammontare di 70mila euro l’anno dall’imprenditore (e amico) Gerardo Cuomo.

Così il gestore dell’hotel avrebbe deciso di svelare “i consigli per l’acquisto” di Longarini. Ma bisognerà attendere gli interrogatori di Cuomo e dello stesso Longarini, previsti nei prossimi giorni, per chiarire meglio il quadro investigativo. “In questo momento non abbiamo alcun commento da fare. Attendiamo l’interrogatorio di garanzia a Milano che non è ancora stato fissato” ha chiarito l’avvocato del magistrato, Claudio Soro, che invece nel Caso Cogne era il legale dei vicini di casa di Anna Maria Franzoni.

Nella prima metà degli anni ’90 alcune inchieste di Longarini portarono in carcere l’attuale presidente della Regione Valle d’ Aosta, Augusto Rollandin (carica che aveva ricoperto anche all’epoca); i fascicoli riguardavano in particolare il voto di scambio, l’illecita concessione di contributi regionali ad aziende di autotrasporto pubblico, la partecipazione – in forma occulta – del governatore al capitale azionario di una di queste società.

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