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Attacco a Parigi: Abdeslam è ancora libero

È ancora libero Salah Abdeslam, l’unico superstite degli otto attentatori di Parigi. Un’operazione dei corpi speciali della polizia belga ha portato a sette fermi a Molenbeek, una cittadina nei pressi di Bruxelles dove abitano per lo più musulmani, ma il super ricercato è riuscito a sfuggire alla cattura.

Mohamed Amri, uno degli uomini “nelle mani della polizia belga”, sarebbe invece “l’artificiere delle stragi”. Lo sostiene Dominique Rizet, giornalista ed esperto di questioni di intelligence di Le Figaro.

Ed è rientrato l’allarme per la presenza in Italia di un presunto terrorista a bordo di una Seat nera. Sergio Molino, questore vicario di Torino, ha spiegato che “l’allarme c’è stato, ma è rientrato: non abbiamo tracce del passaggio o della presenza di quel veicolo sul territorio italiano”.

La retata di Molenbeek è stata trasmessa in diretta da diverse televisioni, nonostante le richieste in senso contrario della polizia belga. Durante le operazioni si sono sentite chiaramente due esplosioni, ma Françoise Schepmans, borgomastro della cittadina belga, ha smentito che si trattasse di colpi d’arma da fuoco. La prima cittadina ha confermato invece che l’operazione è legata alle indagini sugli attentati di Parigi.

A Molenbeek, come già accennato, la polizia ha fermato sette persone: due di loro sono state messe in stato di arresto con le accuse di “attentato” e “partecipazione attiva a un gruppo terrorista”. Tra gli altri cinque, invece, c’è uno dei fratelli di Abdeslam. Un terzo fratello, di nome Brahim, ha partecipato all’azione terroristica facendosi esplodere di fronte a un caffè in Boulevard Voltaire.

La fuga di Salah Abdeslam è stata facilitata anche da una circostanza fortunosa: alle otto di sabato mattina, quando era già l’uomo più ricercato d’Europa, è stato fermato a bordo di una Golf a Cambrai, nei pressi della frontiera tra Francia e Belgio, ma gli agenti in servizio non lo hanno riconosciuto e lo hanno lasciato andare.

Poco dopo le forze dell’ordine si sono rese conto dell’errore e hanno raggiunto la Golf, ma solo quando Abdeslam si era già reso irreperibile. L’automobile era partita alle tre di notte da Bruxelles, con a bordo il fratello e un amico del ricercato.

Intanto gli inquirenti hanno pubblicato le generalità degli altri attentatori identificati. Del commando che ha colpito al Bataclan faceva parte Samy Amimour, un ex autista della RATP, l’azienda di trasporti pubblici di Parigi. Amimour, che si era dimesso nel 2012, era indagato per una vicenda legata al terrorismo; contro di lui era stato emesso anche un mandato d’arresto internazionale per violazione della libertà vigilata.

Al Bataclan c’era anche Ismael Omar Mostefai, anche lui francese, che nel 2013 aveva soggiornato in Turchia. La polizia francese ha messo sotto torchio i suoi parenti stretti e avrebbe ormai in mano “diversi elementi” per ricostruire la sua rete di appoggi e complicità.

Fra gli attentatori suicidi dello Stade de France, invece, è stato identificato Bilal Hadfi, un ex foreign fighter che era tornato a vivere in Belgio dopo aver combattuto in Siria a fianco dell’ISIS. Un altro uomo che si è fatto esplodere allo stadio aveva, com’è noto, un passaporto siriano intestato ad Ahmed Mohammed, ma sull’autenticità del documento rimangono forti dubbi, mentre gli inquirenti mantengono il massimo riserbo.

La mente dietro l’operazione dovrebbe essere stata identificata in Abdelhamid Abaaoud, un cittadino belga già noto alle forze dell’ordine: si crede fosse il capo della cellula di terroristi sgominata lo scorso gennaio a Verviers. Abaaoud, che nel frattempo è riuscito a far perdere le sue tracce in Siria, è anche implicato nel fallito attentato al treno Thalys Amsterdam-Parigi dell’estate scorsa. Secondo i media belgi era amico – e complice, in reati di piccola entità commessi a Bruxelles nel 2010-2011 – di due dei terroristi morti a Parigi.

Non è la prima volta che i terroristi usano il Belgio come base operativa per colpire la Francia: si ricorderà che anche Amedy Coulibaly, l’autore della strage al supermercato Hyper Cacher dello scorso gennaio, si era procurato le armi a Molenbeek.

F.M.R.

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