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Autisti Atac contro il sindaco, ma i più colpiti sono i pendolari

“Per nascondere la verità ci hai messo contro l’intera città”. Questo lo slogan degli autisti e macchinisti Atac che oggi sono andati a protestare davanti al Campidoglio. Le camicie blu sono scese in piazza per gridare “no alla privatizzazione” del trasporto pubblico romano: “il servizio è pubblico e deve rimanere tale” hanno dichiarato i manifestanti, ma su uno striscione si legge “False promesse e video messaggi, questi sono stati i veri disagi”, con un chiaro riferimento all’ondata di commenti ed insulti via web che pendolari esasperati hanno lanciato dai vari social contro gli autisti Atac e il cosiddetto “sciopero bianco”. Presenti anche i “Lavoratori e utenti a difesa della Roma-Lido”.

A tentare di placare gli animi è intervenuto il consigliere comunale Athos de Luca (Pd), che è sceso in piazza dai lavoratori senza però riuscire ad abbassare i toni della protesta: “Devi dimostrare che sei con noi – hanno urlato i manifestanti – La gente la sera ci vuole linciare, lei non lo sa perché con noi la sera tardi con noi non c’è, con gli autobus che non passano perché sono rotti”. I dipendenti Atac chiedono “più investimenti e più treni” ma prima di ogni altra cosa che “il sindaco venga a parlare con noi lavoratori o riceva una delegazione. Se è in buona fede, è disinformato”. Intanto proprio nella giornata di oggi è previsto un incontro tra Marino e il neo assessore ai Trasporti e anti no-Tav, Stefano Esposito con i capogruppi di maggioranza.

“Vi spiego perchè gli autobus non passano”. L’appello a partecipare alla protesta di oggi contro il sindaco era partita da un video, che è anche la prima risposta alle accuse rivolte soprattutto in queste ultime settimane agli addetti ai trasporti Atac. A parlare è stato un autista dell’azienda municipalizzata capitolina, Christian (attualmente sospeso a tempo indeteminato) che nel video critica la mala gestione aziendale, che fa sì che non solo ci sono pochi autusti: “Un servizio che si basa sul trasporto di persone ha meno della metà dei dipendenti che guida – spiega mostrando il cartello con i numeri (5.500 su 12.000)”; ma anche che non ci sono abbastanza mezzi per MM (mancanza di materia per le riparazioni dei veicoli guasti). Alla fine del video, un richiamo a partecipare alla manifestazione prevista per la giornata di oggi: “Autisti e cittadini uniti per il bene comune. Ci hanno tolto quasi tutto, non lasciamogli la nostra dignità”.

Quando a pagarne le spese sono i pendolari. Che il sistema del trasporto pubblico rappresenti da anni un vero e proprio percorso ad ostacoli per i pendolari romani è indubbio. Che l’azienda Atac abbia aperto il primo quadimestre del 2015 con un passivo di 58 milioni è un dato altrettanto certo, come lo è che quasi il 40% dei veicoli (900 mezzi su 2300) è fermo. D’altra parte, proprio perchè malfunzionamenti e  ritardi non sono una novità, è da segnalare che il picco dei disagi (che ha portato i pendolari a sfogarsi su facebook e twitter in maniera così generalizzata) si è verificato dal 1 luglio 2015, cioè quando è entrato in vigore l’obbligo per gli autisti Atac di timbrare il cartellino con un badge elettronico a inizio e fine turno: “Il servizio è rallentato dalle illegittime proteste dei lavoratori con ripercussioni pesanti per gli utenti sulle linee metropolitane, costretti a lunghe attese per i ritardi dei treni e a viaggiare in condizioni ai limiti della tollerabilità e con temperature tropicali all’interno dei convogli, aveva denunciato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. In questo modo, la protesta degli autisti Atac contro l’aumento delle ore di lavoro (in adeguamento allo standard europeo) ha evidentemente inferto il colpo di grazia a un sistema (quello del trasporto pubblico capitolino) praticamente già in pezzi, col risultato che a farne le spese sono stati e continuano ad esserlo, i pendolari, ai quali “a fronte del pagamento di biglietti e abbonamenti ai viaggiatori non viene fornito il servizio previsto dalle condizioni contrattuali”, come spiega ancora il presidente Codacons.  Ed infatti, proprio a partire dal 1 luglio i “treni scartati” su segnalazione degli stessi conducenti per guasti, durante le regolamentari manovre di prova del mezzo sono aumentate del 200%.

A chiedere un incontro al vertice non sono solamente i lavoratori Atac: “Abbiamo chiesto un incontro immediato con il sindaco, i vertici Atac e i sindacati- spiega Rosario Trefiletti, leader di Federconsumatori.

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