borseggiatori

Avviso ai turisti britannici: attenzione ai borseggiatori se andate a Roma

Nell’ultima settimana ne hanno arrestati 24 di borseggiatori sorpresi nel centro di Roma a sfilare portafogli dalla tasca di turisti. Troppo tardi: il console inglese in Italia David Broomfield,   utilizzando il sito del governo britannico aveva già lanciato ai suoi connazionali diretti nella Capitale l’appello a guardarsi intorno mentre si ammira il Colosseo. Il diplomatico, preoccupato dall’escalation di reati che in un mese ha fatto diventare Roma, scrivono i giornali inglesi e americani, una “città pericolosa”,  si è sentito in dovere di diffondere in rete questo avviso. Vietato distrarsi, fare attenzione ad alcuni collegamenti pubblici urbani particolarmente affollati, lasciare i gioielli in albergo, non appendere la propria borsa alla sedia di un bar o poggiarla sul pavimento del ristorante: questi alcuni dei consigli segnalati sotto la voce ‘crime’ dal diplomatico inglese.

Ma questo non è il solo avviso del genere ad accompagnare i turisti nella Capitale. Anche gli statunitensi vengono invitati a guardarsi bene attorno. Il quotidiano Usa Today, ad esempio, pubblica un vademecum per difendersi dai borseggiatori a Roma, indicando come punti ‘caldi  Fontana di Trevi, il Colosseo e Termini. Anche Tripadvisor stila la classifica delle città più pericolose per i portafogli dei turisti: la Capitale è la prima in Italia, seconda in Europa solo a Barcellona. Seguono Parigi, Madrid, Atene e, new entry assoluta nella top ten delle destinazioni a rischio borseggiatori, Londra.

Questa pubblicità al contrario può rivelarsi un grave danno per noi,  rischiando di disincentivare i visitatori di una delle città più belle al mondo, la meta favorita del turismo in Italia. Il primo a rammaricarsene è il neo sindaco Ignazio Marino che  replica: “Roma non merita di essere vittima di allarmismi. L’ incidenza della microcriminalità in numerose città europee ed americane è molto più alta che qui».

Anche  l’ attore Massimo Ghini, in qualità di  romano d.o.c. ed ex consigliere comunale in quota Pd, si sente chiamato in causa. Secondo lui gli inglesi “non ce la fanno a perdonarci di avergli portato la civiltà. Quando loro vestivano ancora con la pelle dell’ orso, noi gli costruivamo strade e acquedotti”. Sarebbe il motivo alla base dell’ iniziativa  del diplomatico inglese:”Evidentemente non ce l’ hanno mai perdonato”, chiosa Ghini.

Ma sarà come dice lui, o piuttosto i romani ormai abituati alle difficoltà quotidiane nei trasporti (scarsi), del traffico (congestionato da cortei, lavori sempiterni e doppie file che i deputati al controllo della viabilità si ostinano a non vedere) e quant’altro, non si meravigliano più neanche di scippi e furti, in crescita esponenziale anche a causa della crisi?

 

 

Related News

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Copyrıght 2013 FUEL THEMES. All RIGHTS RESERVED.