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“Basta piangere!”: è l’invito ai giovani di Aldo Cazzullo

Martedì 26 novembre, alle 17, al Teatro Argentina di Roma presentazione del libro “Basta piangere – Storie di un’Italia che non si lamentava” di Aldo Cazzullo, con Enrico Mentana e Matteo Renzi.

basta-piangere-CazzulloNon ho nessuna nostalgia del tempo perduto. Non era meglio allora. È meglio adesso. L’Italia in cui siamo cresciuti era più povera, più inquinata, più violenta, più maschilista di quella di oggi. C’erano nubi tossiche come a Seveso, il terrorismo, i sequestri. Era un Paese più semplice, senza tv a colori, computer, videogiochi. Però il futuro non era un problema; era un’opportunità”.

Parola di Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore, classe 1966, che nel suo “Basta piangere! Storie di un’Italia che non si lamentava”, racconta ai ragazzi di oggi la storia della sua generazione. Ma soprattutto quella del padre e dei suoi nonni

che non hanno trovato tutto facile; anzi, hanno superato prove che oggi non riusciamo neanche a immaginare. Hanno combattuto guerre, abbattuto dittature, ricostruito macerie. Hanno fatto di ogni piccola gioia un’assoluta felicità anche per conto dei commilitoni caduti nelle trincee di ghiaccio o nel deserto”.

Altre epoche, altri problemi e altre soluzioni. Niente telefonini ma forza d’animo e caparbietà, ingegno e fiducia nel futuro, nel proprio lavoro e nelle proprie forze. Tutto il necessario per concorrere, come è stato, a far rialzare il nostro Paese e a portarlo negli anni Ottanta in settima posizione tra le potenze mondiali  economicamente più stabili.

Ma ora, basta piangere! Attraverso personaggi, canzoni, film, libri e oggetti di un’Italia che si accontentava di poco – Yanez e Orzowei, il mago Silvan e le piste per le biglie, i Giochi senza frontiere e la Febbre del sabato sera, i miti dello sport e della musica, le mode effimere e i cambiamenti profondi – il giornalista ricostruisce l’inizio della crisi e il modo in cui se ne può uscire: i quarantenni, anziché beccarsi come i capponi di Renzo, si uniscano per cambiare il Paese. E i ragazzi smettano di piagnucolare per qualcosa che ancora non conoscono e che dipende soprattutto da loro: il futuro.

C’è quindi da imparare dalle storie che Cazzullo, quindici anni a La Stampa e dieci al Corriere della Sera come inviato speciale ed editorialista, racconta nel suo nuovo libro che viene presentato martedì 26 novembre, alle ore 17, presso il Teatro Argentina di Roma.
Intervengono Enrico Mentana e Matteo Renzi . Letture di Massimo Popolizio, coordina Annalisa Bruchi . L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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