berlusconi-termonti

Berlusconi a Tremonti: «Riforma del fisco»

berlusconi-termonti“Faremo la riforma del fisco”. A dirlo è il premier. E Se Tremonti non aprisse i cordoni della borsa? ”Li faremo aprire. Non e’ Tremonti che decide. Lui propone”, afferma il premier’. “Sarebbe facile ridurre le imposte se facessimo ciò che fanno gli altri paesi sulle pensioni o sull’impiego pubblico. Ma noi non siamo intenzionati a farlo anche se faremo la riforma del fisco”.

 “Ho preso atto della sconfitta – continua – . Sono sicuro però che non ho mancato in nulla se non nel comunicare. Sono assolutamente fiducioso, abbiamo una maggioranza per fare le riforme e mi metterò a comunicare tutte le settimane. Sono sereno – aggiunge – quello delle amministrative e’ un risultato che prevedevo, ma non potevamo fare scelte diverse. Avrei potuto vincere in Campania con Mara Carfagna, ma l’avremmo consegnata alla Camorra. Vengo avvertito di tentativi di polemica su una mia risposta del tutto ovvia ad una domanda dei giornalisti. Riconfermo piena fiducia nel Ministro Tremonti e sono sicuro che continueremo a lavorare bene insieme come abbiamo fatto sino ad adesso. L’opposizione – aggiunge il premier il giorno dopo la pesante sconfitta elettorale  – tenta di strumentalizzare ogni mia parola. C’é chi ha voluto leggere nelle mie frasi sulla mancata candidatura del ministro Mara Carfagna una falsa polemica. Mi riferivo semplicemente al fatto che avevamo deciso di non impegnare un giovane ministro con molto appeal elettorale ma alla prima esperienza amministrativa in una trincea, esposta agli attacchi della camorra come quella napoletana”. Il govern, dunque, chiedono i cronisti a Bossi va avanti? “Per ora sì. Tranquillo? Non lo so”. Gli investimenti dell’esecutivo per la riforma fiscale? ”Dipende dal tipo di riforma” conferma.. ”Dipende da cosa si intende per riforma del fisco”, spiega meglio il leader della Lega Nord.La conferenza dei capigruppo a Montecitorio ha, invece, deciso che il dibattito sulla verifica di governo si terra’ nell’aula della Camera nella quarta settimana di giugno, dopo l’esame del dl Sviluppo, tra il 20 e il 27 giugno. Ancora un rinvio per il ddl sul testamento biologico. Il testo, infatti, secondo il calendario deciso dalla Conferenza non e’ previsto tra gli appuntamenti per l’Aula del mese di giugno. Il Pd, come anticipato da Dario Franceschini in Aula, ha chiesto, al contrario, che il dibattito si potesse svolgere gia’ la prossima settimana: tuttavia, da quanto si apprende, il presidente della Camera Gianfranco Fini avrebbe proposto come prima data utile la quarta settimana di giugno: da contatti informali con il presidente del Senato Renato Schifani e’ emerso che al Senato il dibattito poteva svolgersi dopo i referendum del 12 giugno, ma in quella settimana l’Aula di Montecitorio dovra’ esaminare il Dl sviluppo.  “Il segnale c’é stato ed è stato forte, non deve essere sottovalutato e io non lo faccio. Adesso cerchiamo di capire se questa maggioranza ha la capacità di reagire o resta inerte, che sarebbe la cosa peggiore”. Così il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a margine di un’audizione, commenta il risultato dei ballottaggi. ”Mia nonna diceva che le sberle fanno male ma alla lunga fanno rinsavire, fanno imparare la lezione”. ”Per adesso – ha continuato- resta solo il dolore dello sberlone e spero che nei prossimi giorni, non nelle prossime settimane, cio’ ci faccia non solo capire perche’ e’ andata cosi’, ma anche prendere delle adeguate contromisure”.  
“In parlamento Berlusconi si presenti dimissionario perché è venuta meno la maggioranza nel paese” è, invece, la richiesta che il segretario del Pd Pier Luigi Bersani rivolge, a Repubblica tv, al premier in vista della verifica parlamentare. “E’ un disastro per il paese – afferma –  il fatto che resti sempre avvitato sui problemi di una sola persona. Sento di esigenze prometeiche: ce la fa, non ce la fa? E’ ora di dire basta e girare pagina. Berlusconi dica se può ancora tirare la palla avanti o no ma non può tenere l’Italia prigioniera”. Il Centrodestra è invece pronto a riflettere: “Discuteremo, perché l’errore più grande sarebbe sottovalutare l’esito del voto ma il Pdl non lo sta compiendo. E ci auguriamo che non lo compia neppure la Lega” replica Ignazio La Russa, ministro della Difesa e coordinatore del Pdl. Alfano coordinatore unico? “Vediamo – ha infine concluso il premier – abbiamo il comitato di presidenza presto”. Il premier sceglie poi l’ironia davanti alla sconfitta: “Volevo fissare il mio funerale, ma ho troppi impegni e rimandiamo”. 

Related News

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Copyrıght 2013 FUEL THEMES. All RIGHTS RESERVED.