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Borse, il terrorismo non spaventa i mercati

Che i drammatici fatti di Parigi potessere avere contraccolpi sulle borse mondiali era chiaro e anche abbastanza atteso dagli addetti ai lavori. Infatti, l’apertura di giornata è stata in calo su tutte le principali piazze del vecchio continente: Parigi ha aperto lasciando sul terreno l’1,1%, Francoforte un punto, il Ftse Mib invece ha fatto segnare subito – 1,13%.

È stato però solo un primo momento, perché i rimbalzi in territorio positivo non si sono fatti attendere. Il terrorismo, infatti, non spaventa i mercati che al termine della giornata di contrattazioni ha visto, nella maggior parte dei casi, chiusure con segno più: Londra a +0,46%, Francoforte a +0,05%, Amsterdam chiude in pareggio, così come chiude praticamente invariata Parigi a -0,08%. Meno bene Milano: il Ftse Mib cede lo 0,14% in chiusura, sebbene abbia recuperato nel finale percentuali meno positive.

Si tratta comunque di un segnale forte, quello arrivato dalle contrattazioni, che manda un chiaro segnale: lucrare sulle flessioni delle contrattazioni borsistiche non sarà più una equazione così scontata, alla luce innanzitutto della risposta dei mercati di oggi. Non è però da meno il messaggio che arriva dal G20 che si sta svolgendo ad Antalya, in Turchia.

I rappresentanti delle potenze mondiali, riunite a 48 ore dagli assalti di Parigi, hanno prodotto un documento concordato in 9 punti nei quali si affronta proprio il tema del terrorismo e delle ripercussioni che questo ha sugli “sforzi per il rafforzamento dell’economia globale”.

I leader del G20 condannano “nella maniera più ferma possibile gli odiosi attacchi di Parigi, un inaccettabile affronto nei confronti dell’umanità”, riaffermano unità nella lotta al terrorismo che minano, per l’appunto, “la pace e la sicurezza internazionale, ponendo a rischio i nostri sforzi di rafforzare l’economia del pianeta e raggiungere una crescita e uno sviluppo sostenibili”.

La lotta al terrorismo è una “priorità per tutti i Paesi”, da qui l’impegno ad adoperarsi “per risolvere i problemi” attraverso una “collaborazione internazionale e una solidarietà” e privando le cellule “dei canali di finanziamento, in particolare attraverso il blocco di beni e l’interscambio di informazioni tra Paesi”.

“I continui e recenti attacchi terroristici occorsi in varie parti del globo – si legge ancora nel documento – hanno mostrato la necessità di aumentare il livello di cooperazione internazionale e di solidarietà tra tutti i Paesi decisi a opporsi alla minaccia terroristica”.

Un lavoro su più piani, che punta non solo a una nuova solidarietà e, quindi, a una maggiore cooperazione e unità, ma anche a tagliare le linee di finanziamento ai jihadisti. Una operazione che, se portata a compimento, estirperebbe buona parte della capacità operativa dei terroristi.

Intanto, è di oggi la notizia dell’approvazione, da parte del governo statunitense della vendita di bombe all’Arabia Saudita per 1,3 mld dollari. Una operazione che è la diretta conseguenza della volontà di Obama di rafforzare le difese degli alleati nel quadrante del Golfo Persico.

Si tratta della vendita di 17 mila ‘smart bombs’ aria-terra di nuova generazione – Paveway II e Blu-117 –. Oltre agli armamenti Riad avrà accesso anche alle tecnologie per modernizzare i vecchi ordigni disponibili con tecnologie Gps. Lo scorso maggio, invece, era stata la volta della Dassault, industria specializzata Francese, che aveva firmato una commessa da 6,3 miliardi di dollari per la vendita di 24 caccia multiruolo a Doha.

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