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Brasile, Lula condannato a nove anni

L’ex presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva è stato condannato a nove anni e sei mesi di carcere in uno dei processi che lo vedevano imputato nell’inchiesta Lava Jato.

Lula è stato condannato per corruzione: avrebbe ricevuto tangenti pari a circa un milione di euro dalla OAS, un’impresa di costruzioni, in cambio di contratti di favore con Petrobras, il colosso petrolifero statale brasiliano. Una parte di quel danaro sarebbe finita nella ristrutturazione di un attico di lusso a Guarujà, una località di mare nello stato di San Paolo.

La sentenza comprende anche l’interdizione dai pubblici uffici per diciannove anni e porta la firma di Sérgio Moro, il battagliero procuratore di Curitiba che è fra i maggiori responsabili dell’inchiesta.

L’ex presidente resterà a piede libero fino al processo d’appello. Per lo stesso motivo, l’interdizione non gli impedirà di candidarsi alle prossime presidenziali, in programma nel 2018. Ma se la condanna venisse confermata in secondo grado, Lula sarebbe dichiarato incandidabile e per lui si aprirebbero le porte del carcere.

Leader del Partito dei lavoratori (PT), Lula è stato presidente del Brasile per due mandati, otto anni in totale, dal 2003 al 2011. In quel periodo l’economia del Paese ha fatto registrare una crescita rapidissima, che ha permesso al presidente di imporsi sulla scena internazionale e di ottenere che gli succedesse la sua erede designata, Dilma Rousseff. Negli anni successivi, però, il Brasile ha imboccato la spirale della crisi. L’apertura dell’inchiesta Lava Jato tre anni fa ha dato il colpo di grazia alla Rousseff, destituita dalla presidenza lo scorso 31 agosto. Ma per i rivali del PT non è ancora il momento di cantare vittoria. Le indagini su Petrobras hanno scoperto un sistema di rapporti fra politici, partiti e aziende che rischia di travolgere anche le altre componenti del sistema politico nazionale. Tra gli esponenti di prima grandezza che andranno prossimamente alla sbarra c’è anche l’attuale presidente Michel Temer, del Partito del movimento democratico brasiliano (PMDB), un partito centrista ex-alleato del PT.

F.M.R.

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