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Camera: sì al Biotestamento, ora al Senato

La Camera dice sì al testo sul biotestamento con  326 voti favorevoli, 37 contrari e 4 astenuti. La legge sul consenso informato e il fine vita ora dovrà passare al vaglio del Senato, dove però i rapporti tra partiti sono diversi e potrebbero creare non poche difficoltà al testo.

A sostegno del biotestamento si sono schierati, per una volta uniti, Pd-M5S-Mdp, mentre sul fronte opposto vi erano la Lega di Matteo Salvini, Ap e Forza Italia che però ha lasciato libertà di coscienza ai suoi deputati.

Bocciato invece l’emendamento sull’eutanasia. I cattolici promettono battaglia, l’Associazione Luca Coscioni invece spinge perché non si perda tempo.

L’iter alla Camera. Con l’approvazione dei primi due articoli, quelli relativi al diritto del paziente di sospendere le cure e di “consenso informato”per incapaci e minori, Il biotestamento aveva fatto ieri il primo fondamentale passo in avanti.

Gli emendamenti al disegno di legge in discussione alla Camera erano circa 100 e non sono un numero da poco, considerato anche il grado di complessità della questione e l’importanza che essa si è negli anni ritagliata nel dibattito sociale, coinvolgendo cattolici ma anche laici dentro e fuori le Aule del Parlamento.

Sul biotestamento si erano riaccesi i riflettori a febbraio di quest’anno, dopo il suicidio assistito di Dj Fabo. Il testo nasce però con la morte di Eluana Englaro nel 2009, che visse in stato vegetativo per 17 anni e la cui famiglia chiese, senza ottenerla, l’interruzione dell’alimentazione forzata.

Nei giorni scorsi, la Camera aveva già detto il sì più importante: con 326 voti a favore l’Aula aveva infatti sancito il via libera all’art.1, considerato da molti come il vero “cuore” del testo in quanto regola il consenso informato del fine vita. Hanno votato contro Forza Italia e Alternativa popolare, a favore il Pd, M5S e Mdp.

Il Parlamento aveva inoltre approvato, a larghissima maggioranza, l’emendamento relativo al diritto di abbandonare le terapie, sancendo di fatto il divieto di accanimento terapeutico. Il comma eliminato prescriveva che “il rifiuto del trattamento sanitario indicato dal medico o la rinuncia al medesimo non possono comportare l’abbandono terapeutico. Sono quindi sempre assicurati il coinvolgimento del medico di famiglia e l’erogazione delle cure palliative”. Eliminando questo comma, non vi è alcun riferimento all’abbandono terapeutico.

Il tema dell’abbandono terapeutico è stato però approfondito in un articolo aggiuntivo, anche questo votato e approvato, riguardante l’obbligo da parte del medico di non lasciare solo il paziente, accompagnandolo con “terapia del dolore e sedazione palliativa profonda” nel caso scelga di interrompere le cure.

Quanto deciso dall’Aula varrà anche per le cliniche private, ed in particolare quelle cattoliche, convenzionate con il sistema sanitario nazionale, le quali non potranno chiedere alle Regioni di essere esonerate dall’applicazione delle norme sul biotestamento.  La Camera ha infatti respinto a scrutinio segreto l’emendamento di cui era primo firmatario Gian Luigi Gigli che mirava ad evitare penalizzazioni “nei rapporti che legano” quelle strutture al Sistema sanitario nazionale. L’emendamento è stato bocciato con 335 no e 82 sì.

In base alla norma, a fronte della richiesta di un paziente di sospendere i trattamenti un singolo medico potrà rifiutarsi di ‘staccare la spina’. Il paziente potrà comunque rivolgersi a un altro medico nell’ambito della stessa struttura sanitaria. Su questo punto ha però avuto qualcosa da dire Silvia Giordano (M5S): “Sono preoccupata se si procede con un gioco al ribasso. Non mi sono piaciuti alcuni emendamenti come quello sull’obiezione di coscienza mascherata dei medici: sono vulnus”.

“Questa legge però – aggiunge la Giordano – è frutto di un dibattito importante, non distruggeremo tutto in un minuto”. Ha già annunciato che voterà contro invece Beppe Fioroni, leader dei Popolari dem: Voterò contro. piuttosto che fare morire di fame e di sete è meglio l’eutanasia”.

Stesso discorso per Lega Nord, parte di Forza Italia e centristi cattolici (tutta Ap, tranne l’ex forzista Fabrizio Cicchitto, favorevole anche al suicidio assistito), che hanno parlato di “eutanasia mascherata” volta a far morire i pazienti di fame e di sete.

Governo neutrale.Lo scorso 5 aprile il testo sul biotestamento ha superato il banco di prova delle prime votazioni, grazie a un’inedita maggioranza composta da Partito democratico, Movimento cinque stelle, Mdp e Sinistra italiana. L’esecutivo, ha annunciato di “rimettersi all’Aula” della Camera per quel che riguarda i parere sugli emendamenti.

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