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Canada, attacco a moschea: 6 morti

Sei morti e otto feriti. Questo per ora il bilancio della sparatoria alla moschea di Quebec City, in Canada. L’attacco è avvenuto intorno alle 20 ora locale e sembra si sia rivolto esclusivamente alla sezione maschile della moschea: secondo le testimonianze raccolte, all’interno del centro vi erano tra le 60 e le 100 persone. Tra le vittime dell’attacco alla moschea di Quebec City c’è anche l’imam: lo riferisce il collettivo canadese anti-islamofobia.

Due arresti. “Perché sta accadendo qui? È una barbarie”, ha affermato sconvolto il presidente del centro culturale islamico, Mohamed Yangui, che al momento della sparatoria non si trovava nella moschea. A poche ore dall’attacco, le forze dell’ordine canadesi hanno preso in custodia due persone.  Almeno uno dei due sospetti per l’attacco alla moschea di Quebec è uno studente della locale università Laval, vicino alla moschea. Lo riferiscono alcuni media canadesi. L’universita Laval è la più antica università in lingua francese del Nord America, con circa 42 mila studenti

Le prime reazioni. “Il governo italiano è vicino alle vittime, ai familiari e alla comunità musulmana canadese oltre che al governo e al presidente Trudeau – ha commentato il premier Paolo Gentiloni –  E’ un modo anche per confermare il nostro atteggiamento di vicinanza e solidarietà alla stragrande maggioranza cittadini di fede islamica che vivono nei nostri Paesi e città e che rifiutano il terrorismo fondamentalista e anzi ne sono spesso vittime e bersagli” ha sottolineato il Presidente del Consiglio

Immediata la condanna del primo ministro canadese Justin Trudeau contro “una simile violenza insensata”:”Stasera i canadesi piangono per le persone uccise in un attacco codardo in una moschea a Quebec City. I miei pensieri sono per le vittime e le loro famiglie” ha scritto Trudeau in un tweet.

Oltre alle manifestazioni di vicinanza e cordoglio, anche un invito al dialogo, a non rispondere alla violenza con altra violenza: “La violenza non è mai una risposta contro il terrorismo, la soluzione si chiama dialogo. La Ue crede nel dialogo interreligioso. Abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare in questa direzione”, ha detto  il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani in occasione dell’incontro con il premier Paolo Gentiloni.

Non è la prima volta che in Quebec si registrano episodi di odio interreligioso, in particolare contro i musulmani, anche se mai si erano verificati con questa violenza. Già nel 2014 il Centro era stato oggetto di vandalismo e di messaggi di odio, mentre lo scorso giugno, durante il ramadan, davanti all’ingresso del luogo di culto situato in via Sainte-Foy era stata lasciata una testa di maiale. Ad alimentare le tensioni anche il dibattito relativo al bando del 2015 del niqab (indumento femminile che lascia scoperti solo gli occhi). Nella vicina provincia dell’Ontaria, il giorno dopo gli attentati di Parigi era stato dato alle fiamme un altro centro di preghiera islamico.

“L’esecutivo è mobilitato per garantire la sicurezza della popolazione” ha annunciato  il capo del governo del Quebec, Philippe Couillard, mentre anche il sindaco di New York Bill de Blasio ha invitato tutti i newyorkesi “a stare vigili”. 

P.M.

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