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Cellula Jihadista a Venezia: tre arresti

Volevano farsi saltare sul ponte di Rialto e causare una strage. Sarebbe stato questo il progetto dei tre jihadisti kosovari arrestati la scorsa notte a Venezia. Eseguite anche dodici perquisizioni, tutte in centro storico, tranne una in terraferma a Mestre e una in provincia di Treviso.

Secondo quanto riportato dal Corriere del Veneto, il blitz è avvenuto intorno alle 4 di mattina, quando i reparti speciali Nocs della Polizia di Stato e Gis dell’Arma dei Carabinieri hanno fatto irruzione in un palazzo nei pressi del teatro La Fenice.

In realtà era da mesi che la Procura distrettuale antimafia insieme all’antiterrorismo di Venezia seguiva le mosse e gli spostamenti delle tre persone delle quali era stata notata una forte radicalizzazione religiosa. Dopo l’attentato a Westminster del 22 marzo, li hanno sentiti esultare al telefono, già messo sotto controllo dalle forze di polizia, progettando di “fare qualcosa di simile a Venezia”. Ed è sempre tramite intercettazioni, questa volta ambientali, che gli investigatori hanno potuto ricostruire il progetto di attentato che era spietato nella sua semplicità: farsi saltare in aria sullo storico ponte di Rialto, il più antico e anche il più famoso dei quattro ponti che attraversano il Canal Grande, causando il maggior numero di vittime possibili.

Al momento, i tre individui, dei quali almeno due risultano impiegati come camerieri in locali di Venezia sono tutti originari del Kosovo e con regolare permesso di soggiorno. Per loro è scattata l’ordinanza di custodia cautelare ma nell’ambito dell’indagine sarebbe stato fermato anche un minorenne. Dalle perquisizioni è risultato anche la presenza di manuali scaricati da Internet di combattimento corpo a corpo che comprendevano anche le tecniche dell’uso dei coltelli.

P.M.

 

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