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Censis: cresce negli italiani la voglia di altruismo

Alla crisi e ai problemi gli italiani rispondono con una crescente voglia di amare. Allora è vero che egoisti si nasce, altruisti si diventa? Se si giudica l’istinto possessivo dei bambini nei confronti dei propri giochi, si dovrebbe dire di sì. Ci sono però ricerche ed analisi scientifiche pronte a dimostrare in modo convincente che siamo programmati biologicamente con un “gene dell’altruismo”. Che diventa attivo e funzionante nel momento in cui ravvisiamo uno stato di necessità nelle persone come noi, che ci vivono accanto. giuseppe_de_rita_censisIl Censis, nella sua ultima ricerca su I valori degli italiani 2013. Il ritorno del pendolo,  presentata mercoledì 6 novembre presso la sede romana di piazza di Novella, conferma che la voglia di altruismo c’ è.

In una società, la nostra, che sembra essersi rallentata, che sta perdendo vitalità, egoista e sempre meno produttiva e competitiva, sembra crescere, dai dati raccolti ed elaborati dal Censis, il desiderio di partecipare al bene comune. Riaffiorano valori che sembravano tramontati come la socialità, l’altruismo, la collaborazione. Si sta diffondendo anche una sorta di “papafrancescanesimo”, ovvero l’aumento dell’ interesse non solo per la fede ma più in generale per la vita spirituale e il gusto per una certa frugalità nei consumi.

Voglia di essere altruisti. Messo da parte l’egoismo ‘stanco’ di chi ha compreso di non poter ottenere altro oltre quello che ha, considerata anche la seria crisi che stiamo vivendo, riscopre – o scopre – che aiutare chi è in difficoltà trasmette maggiore energia positiva che non l’ idea di occuparsi del proprio benessere in palestra o in un centro estetico. Il 29,5% degli italiani afferma di ricevere moltissima carica dalla possibilità di fare qualcosa per chi ha bisogno. E la percentuale rimane costante in tutte le classi di età, segno di una voglia comune di ritrovare l’ altro. Soprattutto se si pensa che la possibilità di fare qualcosa per il proprio benessere, come andare in palestra o fare massaggi, darebbe molta carica a una quota inferiore (il 16%) dei cittadini. Secondo quanto emerge dallo studio, il 40% degli italiani si dice molto disponibile a fare visita agli ammalati.

Dare una mano al territorio. Oltre un terzo delle persone intervistate (36% ) è  pronto a rendersi disponibile in caso di calamità naturale, per contribuire al bene della collettività. Il 37% si dice molto o abbastanza disponibile a dare una mano nella manutenzione delle scuole (il 21% è ‘molto’disponibile). Ma, soprattutto, è proprio quel Sud ‘sgarrupato’ a dimostrare la disponibilità maggiore ‘regalando’ un 6 per cento in più di volenterosi. Per la manutenzione poi di spiagge e boschi il 34% è pronto a collaborare, mentre il 37% si trincera dietro un più interlocutorio ‘ forse’. Anche in questo caso al Sud l’ energia potenziale sembra maggiore (36%) rispetto al Nord-Est (33%).

Gli stati d’animo di un Paese profondamente stanco. Non tutti gli italiani dormono sonni tranquilli: l’85% si dice preoccupato e il 71,2% indignato. La preoccupazione accomuna Nord e Sud, mentre l’indignazione è più forte nel sud e nelle isole, così come la frustrazione (26,5% la media), la disperazione (13,2%). Quattro italiani su dieci dimostrano di credere ancora in loro stessi e nell’avvenire e dice di avere un progetto per il futuro. A sorpresa esce il dato su quella vitalità che sembra spenta o quantomeno inespressa: il 59,4% si sente vitale, addirittura il 47,7% degli over 65. Non è un caso, allora, che il 45,8% degli intervistati ammetta di voler fare qualcosa ma non sa cosa.  Occorre quindi dare un senso, indirizzare questo vigore.

Nella gerarchia dei valori, di ciò che muove, dà la carica all’individuo, il primo posto lo occupa il pensiero alla famiglia. Il 46,2% degli italiani trarrebbe energia dal fare qualcosa per il benessere della propria famiglia. Per il 36,9% invece una storia d’amore darebbe la carica giusta, molto più forte di qualche ora dedicata al proprio corpo con massaggi, palestra e altro (16%). Ma la vita quotidiana sarebbe più gradevole potendo aiutare chi è in difficoltà per il 29,5% di coloro che hanno partecipato all’indagine Censis: la solidarietà rassicura, rinsalda e potenzia anche l’autostima. Nella scala dei valori da cui trarre energia per fare c’è poi il denaro, importante per il 26,6%, e lo stare con gli amici (25,3%).

Ma il dato veramente sorprendente è quello che riguarda la spiritualità e l’interiorità: il 25,1% associa a questo pensiero una grandissima energia e tra i cattolici praticanti la percentuale arriva al 40,5. I credenti mostrano maggiore vitalità dei non credenti non solo per quanto riguarda la vita religiosa, ma anche quando si tratta di aiutare chi è in difficoltà, o realizzare un lavoro importante. Sembrerebbe che nutrire l’anima, coltivare una vita interiore crei una predisposizione non solo all’energia ma anche al ‘pensiero positivo’.

Arriviamo al ritorno del pendolo, seconda parte del titolo della ricerca Censis sui valori degli italiani nel 2013. Nel Paese, profondamente segnato dall’egoismo diffuso, la passività, l’irresponsabilità, il materialismo spinto, si prepara una reazione al degrado antropologico, una reazione che però aspetta di essere incanalata e condotta. La spinta ideale mostra di avere sufficiente energia per far sì che il ritorno del pendolo sia un percorso evolutivo e non involutivo. Ma si avverte l’ assenza di una regia che coaguli tutte queste energie: oggi il 67% degli italiani non si sente rappresentato da nessuno. E lo hanno dimostrato in maniera più che evidente tutte le ultime chiamate elettorali dove sempre un minor numero di italiani sono andati a votare.

Il futuro, dunque, è legato al ritorno del pendolo: se predominerà la cultura di una socialità rivolta solo verso la famiglia, i propri amici e le proprie necessità primarie, allora la tristezza potrebbe divenire il sentimento dominante dei prossimi anni. Ma se il pendolo ci porterà, come sembra, verso la riscoperta dell’altro come amico e alleato, allora  c’è un futuro per cui vale la pena che ciascuno impieghi tutta l’energia che ha a disposizione.

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