Preparations are under way at the the Ancient theatre of Taormina, the venue of the annual G7 summit, in Taormina, Sicily, Italy May 26, 2017. ANSA/ETTORE FERRARI

Chiusura G7: non tutto è filato liscio

Ci voleva la scossa chiamata Ronald Trump, che rimane ad esempio sulle sue posizioni per quanto riguarda il clima (anche in campagna elettorale e successivamente ha ribadito come l’accordo di Parigi così come le eccessive norme sul clima siano un danno per l’economia) per far battere nuovamente il cuore dell’Europa. “In questi giorni ho capito che non possiamo più fidarci degli altri, noi europei dobbiamo davvero prendere il nostro destino nelle nostre mani”. Angela Merkel ha commentato così, all’indomani del G7 di Tarmina,il mancato accordo su temi cruciali (come il clima) e il duro confronto con il nuovo presidente degli Stati Uniti.

Un’ evidente presa di distanza dagli Stati Uniti e una grande svolta che interessa tutta l’Europa, per la quale la cancelliera tedesca ha già pronto un programma di rilancio. Secondo quanto riportato dal giornale tedesco Frankfurter Allgemeine am Sonntag, la Merkel avrebbe infatti un “piano segreto” per l’Europa con “diverse sfaccettatture, non tutte di natura strettamente economica.” Nuove strategie per gli investimenti, la difesa e l’immigrazione, questi i punti toccati dal “piano segreto” e riportati dal FAZ. Il pilastro fondamentale, quello che più di tutti ha la priorità, riguarderebbe la crisi dei migranti, il nodo forse più difficile da sciogliere. Per la cancelliera, quello dei flussi migratori nel Mediterraneo è un tema centrale per il futuro dell’Unione Europea. La soluzione dipende da una stabilizzazione della Libia e qui le prospettive sono particolarmente buie.

Altro pilastro del piano Merkel riguarderebbe la difesa. Qui, si legge sul FAZ, le prospettive sono migliori. La cancelliera vorrebbe spendere di più per la difesa e l’idea è che a Bruxelles “si potrebbe costruire un comando centrale per un impegno militare comune”. L’Inghilterra è sempre stata un ostacolo al progetto della difesa comune ma, dopo la Brexit, non rappresenta più un problema.

La terza parte del piano avrebbe a che fare con la politica economica. Il nocciolo della questione ruota attorno a una casa comune per l’Eurozona, unita da un comune Ministro delle Finanze.

Su un punto Donald Trump e Angela Merkel si sono trovati d’accordo alla fine del vertice delle sette grandi economie avanzate a Taormina: non era il caso di parlare oltre. Per la prima volta da quando esiste il G7, un presidente Usa e un cancelliere tedesco se ne sono andati entrambi senza accettare domande in pubblico.

D’accordo invece sulla necessità di “viaggiare con le proprie gambe”, anche il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani: “L’Unione europea deve crescere, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità nel campo della difesa ma anche dei rapporti con l’Africa”. Lo ha detto all’ANSA, interpellato sugli esiti del G7 e sulla spaccatura tra Angela Merkel e Donald Trump. “Dobbiamo crescere, non possiamo continuare a contare sempre sull’aiuto dello zio Sam”, afferma Tajani, anche se “questo non deve tradursi in una rottura” e gli Usa “restano comunque il nostro alleato privilegiato”.

Ma dobbiamo anche trasformarci in “produttori di sicurezza e stabilità”. Ne è convinto l’ex ministro degli Esteri, Franco Frattini: “Mi sembra che sia stato lanciato il messaggio che molti attendevano – ha detto in un’intervista al Mattino –  Io stesso, quando diventò presidente, sostenni che l’elezione di Trump era la scossa di cui l’Europa aveva bisogno. Oggi noi dell’Unione Europea abbiamo necessità di trasformarci in produttori di sicurezza e stabilità. Fino ad oggi invece siamo stati consumatori di sicurezza. Insomma, ci pensava lo Zio Sam. Ora non è più così”.

E, mentre è ancora caldo il fuoco sotto gli argomenti discussi senza trovare un punto di accordo al vertice di Taormina, L’Italia miniatura del mondo – come scrive il giornalista e saggista Marcello Veneziani – ha il suo “g7 casereccio a cui corrispondono i sette protagonisti della scena politica: Renzi, Grillo, Berlusconi, Salvini, Meloni, piùAlfano eSperanza (alias Bersani) che sono a loro volta la sintesi dei centrini sfusi e delle sinistre sparse. La loro preoccupazione principale non è la crisi italiana e la crisi internazionale, il terrorismo o quel che decidono o non decidono i grandi della terra, nel loro festival di Taormina. No, la preoccupazione principale è come sopravvivere alla legge elettorale, come guadagnarci e come far perdere l’avversario”.


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