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Cinema. Il Tar chiede la restituzione dei premi di qualità 2006

mario-monicelli-le-rose-nel-desertoLa sezione seconda quater del Tribunale Amministrativo del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal produttore di Mario Monicelli, Mauro Berardi, e ha stabilito che dovranno esser restituiti i premi di qualità che furono assegnati nel 2006 a dieci film. Vale a dire: un finanziamento di 250.000 Euro ciascuno. Ecco le dieci pellicole in questione: “Centochiodi” di Ermanno Olmi, “Il caimano” di Nanni Moretti, “Nuovomondo” di Emanuele Crialese, “II regista di matrimoni” di Marco Bellocchio, “L’amico di famiglia” di Paolo Sorrentino, “La sconosciuta” di Giuseppe Tornatore, “Lettere dal Sahara” di Vittorio De Seta, “La stella che non c`è” di Gianni Amelio, “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti, “La terra” di Sergio Rubini. “Le rose del deserto”, ultimo film del maestro toscano, era stato invece escluso dai finanziamenti. La motivazione di fondo del ricorso presentato da Berardi è la seguente: “La visione individuale dell’opera da parte del singolo giurato determina una grave violazione dei generali principi in materia di procedure dei concorsi che impongono l’esame dell’oggetto di valutazione”, che va seguito “contestualmente e contemporaneamente” per poi esprimere così una valutazione finale. E il Tar infatti sostiene la tesi di “un’irriducibile diversità” nel giudicare un film in un modo o nell’altro. Nel frattempo, come era ampiamente prevedibile, il ministero ha deciso di ricorrere in appello contro questa sentenza. Con il risultato, che sembra altrettanto scontato, che dovrà essere riunita nuovamente la commissione e gli ottanta film in questione dovranno essere rivisti collegialmente per arrivare in questo modo a formulare un nuovo definitivo verdetto. Così Riccardo Tozzi, presidente dell’Anca e produttore del film di Tornatore: “Tutto si risolverà con una gigantesca perdita di tempo da parte della commissione. Quando partì il ricorso, fu chiaro che sarebbe stata la fine dei premi di qualità, che infatti vennero prima sospesi dal ministero e poi eliminati”. E questo è il vero punto della questione. Quello su cui forse sarebbe più utile riflettere.

R.R.

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