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Clamoroso Milan, Berlusconi parla e Galliani fa dietro front

Cena ad Arcore per l’Ad che ieri si è dimesso. Il Cavaliere lo ha convinto a restare. Per ora.

berlusconi_gallianiLe tanto famigerate cene di Arcore stavolta un risultato positivo lo hanno (avrebbero? Il condizionale è d’obbligo) prodotto: Adriano Galliani rimane l’a.d. del Milan.

“Dopo la cena di ieri Adriano Galliani è più sollevato, tutti restano al loro posto e il Milan prosegue all’insegna dell’unità di intenti”. Così ha fatto sapere Silvio Berlusconi in una nota rilasciata all’ora di pranzo all’Ansa. In verità, negli intendimenti del presidente rossonero, l’annuncio avrebbe dovuto esser comunicato personalmente dallo stesso Berlusconi alla squadra, radunata a Milanello, ma il maltempo ha costretto a cancellare l’incontro.

Galliani ci ha ripensato, dunque, e sarà regolarmente al fianco dei suoi ragazzi nella trasferta di Catania. L’unica notizia che trapela sullo svolgimento della “cena del ripensamento” è che un ruolo non di secondo piano sarebbe stato giocato dal mediatore Bruno Ermolli, rimasto a dirimere le questioni rossonere fra le 21 e le 23.15, per poi lasciare terminare cena e trattativa al presidente e al suo a.d., che hanno parlato fino all’una circa. Poi Galliani è uscito senza rilasciare dichiarazioni.

Difficile commentare una decisione del genere e prematura ogni considerazione in merito, non conoscendo, al momento, quali siano state le argomentazioni su cui il presidente del Milan ha fatto leva per convincere il suo uomo di fiducia a tornare sui propri passi.

Le sensazioni che ricaviamo, però, non sono del tutto piacevoli: Galliani era stato indotto a rassegnare le dimissioni dalle sortite molto velenose di Barbara Berlusconi, ansiosa di allestire una sua propria “squadra” (si parla di molti nomi, Paolo Maldini, ma anche Demetrio Albertini, così come di Fenucci e Walter Sabatini, ovviamente tutti dislocati in ruoli diversi).

Un siluramento parso a tutti un po’ troppo frettoloso e dalle modalità discutibili. A maggior ragione visto che si parla di uno dei dirigenti che, simpatico o meno che possa risultare, ha dimostrato nel corso degli anni competenza come pochi e ottenuto risultati come nessuno. E se il Milan ha ceduto molto e comprato poco nelle ultime due stagioni, il problema è da ascriversi al ridotto budget a disposizione. Che dovrebbe favorire chi ha più idee su chi è abituato ad allargare indiscriminatamente i cordoni della borsa.

E su questo punto le critiche mosse avrebbero avuto anche una qualche plausibilità.  Ma anche su questo fronte si sarebbe dovuto essere più indulgenti e pazienti nei confronti di un professionista trovatosi un po’ troppo all’improvviso ad operare su di uno scenario profondamente alterato in poco tempo. Troppo poco per addossargli tutte le colpe.

Personalmente, era piaciuto, nella reazione di Galliani, il moto d’orgoglio di chi non vuole rimanere a “dispetto dei Santi” (che è evidente che in tale vicenda non ci siano), così come, per converso, aveva avuto le sue buone ragioni anche Berlusconi a rimproverare al suo dirigente il fatto di aver comunicato la sua decisione alla stampa senza aver prima chiesto un colloquio privato e chiarificatore con lo stesso presidente Berlusconi.

Questione di stile, da ambo i lati, che in questa vicenda è stato un po’ accantonato. Ma, nella sostanza, la decisione di Galliani, pur dolorosa, era non solo comprensibile ma anche corretta. Per il bene di tutti. Riattaccare i cocci con lo scotch non è mai la soluzione migliore. Se divorzio deve essere, meglio prima che poi. Basta esser chiari. Ora, il quadro muta. Ma non troppo. Il clima da “separati in casa” con l’incalzante Barbara Berlusconi rimarrà, probabilmente, tale al di là di sorrisi di facciata che verranno dispensati a piene mani nei prossimi giorni.

Il lavoro della “rampolla di famiglia” teso ad enucleare la futura compagine dirigenziale rossonera, infatti, prosegue senza accusare battute d’arresto. Segale chiaro che i giochi, in casa Milan, siano comunque già fatti e che, al massimo, a fine campionato, si volterà pagina. Ripensamenti o meno.

 

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