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Clima: nuovo record per gas responsabili dell’effetto serra

La quantità di gas ad effetto serra nell’atmosfera ha raggiunto un nuovo record di concentramento nel 2012.  Lo ha annunciato a Ginevra l’ Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), un’ agenzia delle Nazioni Unite.

Le ultime analisi mostrano che “le frazioni molari di diossido di carbonio (CO2), di metano (CH4) e di protossido d’ azoto (N20) hanno raggiunto nuovi picchi nel 2012”, ha scritto l’ OMM nel suo bollettino sui gas a effetto serra pubblicato a Ginevra.  Tra il 1990 e nel 2012 è stato osservato un aumento del 30% del forzante radiativo – l’effetto di riscaldamento sul clima –  in particolare a causa del C02 (l’anidride carbonica, emessa da attività umane,è responsabile del 85% di questo aumento), quindi di CH4 e N2O.

Dall’inizio dell’era industriale, nel 1750, oltre  375 miliardi di tonnellate di carbonio sono state rilasciate nell’atmosfera come il CO2, principalmente dalla combustione di combustibili fossili, stando all’ultimo Bollettino sui gas serra dell’Omm. Circa la metà del CO2 resta nell’atmosfera, mentre il resto è assorbito dalla biosfera degli oceani e terrestre.

”Questi miliardi di tonnellate di anidride carbonica addizionale nell’atmosfera vi rimarranno per secoli, provocando un ulteriore riscaldamento del nostro pianeta con un impatto su tutti gli aspetti della vita sulla Terra”, ha sottolineato il Segretario generale dell’Omm Michel Jarraud. ”Le emissioni future potranno solo peggiorare la situazione”.

L’Omm si sofferma sul ruolo dei ”pozzi di carbonio” che finora hanno assorbito quasi la metà del C02 emesso degli esseri umani nell’atmosfera. Ma questo non continuerà’ necessariamente in futuro, ammonisce. ”Abbiamo già visto che gli oceani stanno diventando più acidi a causa dell’assorbimento di anidride carbonica, con potenziali implicazioni per la catena alimentare subacquea e barriere coralline”, ha detto Jarraud.

Una situazione che non depone affatto bene e che necessita di severi interventi di tutela del patrimonio boschivo e forestale del pianeta, a salvaguardia della salute dell’uomo sulla quale il surriscaldamento della terra produce effetti deleteri, in particolare sull’attività cardiovascolare necessaria per mantenere stabile la temperatura corporea e per l’attività respiratoria. Ma non soltanto: l’innalzamento delle temperature ha infatti  un forte impatto su molte malattie infettive ancora presenti nel sud del Mondo (malaria, febbre gialla ecc), sulla riproduzione di insetti nocivi, sull’inquinamento delle risorse idriche e sulle coltivazioni agricole.

 

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