convento trinità dei monti

Con la primavera, il Fai riscopre i tesori dell’Italia

Quasi 750mila persone in coda, oltre mille beni aperti in 400 località in tutta Italia, tra cui 260 palazzi e
ville, 51 borghi, 79 castelli e torri, 90 piccoli musei, molti visitabili per la prima volta. La 25ª edizione delle Giornate FAI di Primavera, si è svolta ancora una volta all’insegna del successo, con due interi giorni dedicati alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano.

Come da tradizione, anche in quest’edizione il Fai (Fondo Ambiente Italiano) ha permesso a tutti di godere della bellezza di vere e proprie perle del nostro territorio, molte di esse rese visitabili per la prima volta: dal Castel Capuano a Napoli al Convento di Trinità dei Monti a Roma, dalla Fortezza del Varignano a Portovenere (SP) al Deposito di Santo Chiodo a Spoleto (PG).

Tra le destinazioni esclusive anche Palazzo Crivelli, uno degli edifici più prestigiosi della Milano del Settecento, che vanta sontuosi loggiati, saloni affrescati e un magnifico scalone. E proprio in Lombardia si è registrato il record di visite con oltre 155mila persone che si sono recate alla scoperta dei 162 beni aperti.

Ovviamente tali risultati sono sarebbero stati possibili senza il supporto dei volontari (oltre 7.500) e dei 35mila Apprendisti Ciceroni, ossia studenti che al termine del loro percorso di formazione hanno potuto accompagnare visitatori e turisti provenienti da tutto il mondo alla scoperta dei tesori del nostro Paese.

In tutta Italia i beni più visti sono stati la Lanterna di Montorsoli e il Bacino di Carenaggio a Messina con circa 20.000 visitatori. A Matera invece, oltre 9mila persone si sono date appuntamento per il percorso ipogeo tra i Sassi e la visita al Laboratorio di Restauro all’interno del Complesso di Santa Lucia, appena inaugurato. Tra i beni del FAI il più visitato è stato però il Parco e Villa Gregoriana a Tivoli (Roma) con quasi 5.000 persone.

Numeri che fanno ben sperare per il settore del turismo italiano ma che dimostrano anche l’entità del lavoro svolto dalla Fondazione Fai, che finanzia le sue numerose attività per la maggior parte tramite raccolta fondi.

“In questo quarto di secolo – ha detto il presidente Fai, Andrea Carandini contiamo 10 mila luoghi aperti in 4300 città, oltre 9 milioni di visitatori, 115 mila volontari e 210 mila giovani apprendisti e aspiranti Ciceroni”.

Ma il Fai non si occupa solo di “aprire le porte”. Il Fondo ambiente italiano mette infatti a frutto tutta una serie di iniziative diverse volte al restauro, alla valorizzazione e alla salvaguardia del patrimonio culturale nazionale. Tra gli obiettivi, quello di mantenere sempre vivo il rapporto tra arte, storia, cultura e giovani, tramite la collaborazione sempre più stretta con le università e un portale interamente dedicato ai progetti nelle scuole.

L’importanza delle iniziative portate avanti dal Fai è stata più volte sottolineata dal Governo e delle Istituzioni. Lo scorso 14 marzo, in occasione della presentazione di quest’ultima edizione delle Giornate di primavera, il premier Paolo Gentiloni ha citato Giorgio Gaber e la sua canzone “Libertà” ad evidenziare quanto il lavoro di Carandini e dei suoi collaboratori sia fondamentale per il nostro Paese.

Credo che il segreto di questo successo – ha aggiunto il presidente del Consiglio – sia abbastanza semplice: l’idea che associa scoperta e partecipazione. La scoperta del fatto che l’Italia è davvero un Paese straordinario dal punto di vista delle risorse culturali e del paesaggio e la partecipazione, che poi – come ci ricordava qualcuno – significa libertà”.

“L’amore per la tua storia vuol dire scoprire il mondo scegliendo l’apertura e non la chiusura” ha aggiunto il premier, sottolineando che “questo è il messaggio culturale, persino politico, delle giornate del Fai”.

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