Cina sulla Luna

Con la sonda Chang’e-3 storico sbarco della Cina sulla Luna

Una notizia clamorosa, che potrebbe cambiare in 10-20 anni gli equilibri economico-politici del pianeta. L’obiettivo del progetto, infatti, è mettere le mani sull’elio-3, sostanza naturale rarissima sulla Terra.

Cina sulla LunaAd approdare sul suolo lunare, sul fondo pianeggiante di un’enorme cratere chiamato Sinur Iridum, è stata ieri alle 14,11 ora italiana la sonda Change’e-3. Un gioiello della tecnologia, capace di posarsi dolcemente sul suolo, e allo stesso tempo in grado di deviare dalla traiettoria in caso di rischi.

La  manovra di discesa è iniziata da un’orbita a 15 Km dalla Luna. A cento metri d’altezza la stazione cinese ha iniziato a rallentare, finché ha morbidamente poggiato le quattro zampe sul suolo. Sollevando l’entusiasmo, c’è da immaginare, degli ingegneri cinesi a Terra. L’intera manovra è durata 12 minuti. La sonda era partita il 2 dicembre dalla base di Xichang.

È dal 1976 che un laboratorio terrestre non si poggiava sulla Luna. L’ultima è stata la sonda sovietica “Luna 24“. Quello di ieri è quindi un evento di eccezionale portata. Nelle prossime ore, dalla stazione spaziale, uscirà il rover robotizzato a sei ruote Yutu – in cinese vuol dire “Coniglio di giada” – che inizierà un programma di esplorazione della durata di quattro mesi.

E ora quali saranno gli sviluppi del progetto? Che ci sono andati a fare i cinesi sulla Luna? Il nome dato alla sonda, Change’e-3, una dea della mitologia cinese, che dalla notte dei tempi vivrebbe appunto con il suo Coniglio bianco sulla Luna, già la dice lunga sul nazionalismo con cui la Cina persegue il suo programma spaziale.

Per ora si tratta solo di un laboratorio scientifico, ma entro pochi anni – secondo il progetto di Pechino all’incirca nel 2025 – sbarcheranno sulla Luna i primi cinesi in carne e ossa, per iniziare quella che potrebbe diventare davvero l’inizio della colonizzazione umana del satellite. Quello che interessa davvero i cinesi, però, non è esplorare la Luna o condurre esperimenti. Ma impossessarsi delle risorse naturali, soprattutto dell’elio-3. Si tratta di una sostanza gassosa molto rara sulla Terra, e che si troverebbe in grande abbondanza imprigionato da miliardi di anni nelle rocce della Luna. Una sostanza con un valore economico di gran lunga maggiore rispetto al gas naturale o al petrolio.

L’elio-3, infatti, può essere usato come combustibile nucleare. Grazie ad esso verrebbero enormemente accelerati i processi delle centrali nucleari, assicurando alla potenza economica della Cina un balzo gigantesco in avanti e in prospettiva la supremazia politica sul resto del pianeta. Anche perché già oggi l’economia cinese marcia come un caterpillar (+7,8 per cento il Pil attuale). E con la “benzina” lunare nel motore, nessuno la fermerebbe più.

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