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Confcommercio: consumi in crescita per Natale

Sette anni di buio più nero: 2008-2015. Forse siamo alla svolta che significherebbe per molti italiani risollevarsi da un periodo che è costato lacrime e sangue. Dall’Indagine Istat sulle spese delle famiglie, risulta che nel 2014,  1 milione e 470 mila famiglie (5,7% di quelle residenti) era in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni 102 mila persone (6,8% della popolazione residente), mentre in povertà relativa si è trovato il 10,3% delle famiglie e il 12,9% delle persone residenti, per un totale di 2 milioni 654 mila famiglie e 7 milioni 815 mila persone. Due dati che negli ultimi anni si sono stabilizzati, pur mantenendo alta la preoccupazione che persino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto propria, dicendo proprio oggi all’assemblea delle Alci, che siamo “in una fase in cui speriamo di registrare un’uscita dalla crisi economica ma non dalle difficoltà della vita quotidiana dei cittadini”.

Secondo una ricerca di Confcommercio il Natale alle porte potrebbe essere il primo con il segno più. E’ prevista infatti una crescita dei consumi: in particolare è stato stimato che la spesa media per i regali dovrebbe aumentare del 5% rispetto al 2014 fino a 166 euro a testa. Anche se resta inferiore del 30% rispetto ai livelli del 2009.

Tredicesime in crescita 1,2% a 39,4mld  – Le tredicesime aumentano dell’1,2% rispetto allo scorso anno e valgono 39,4 miliardi,secondo uno studio di Confcommercio. Di questi 7,9 miliardi sono destinati al fisco tra Ici, Imu, Tasi, tasse auto e canone Rai; 10 miliardi saranno destinati invece ai regali di Natale. Complessivamente i consumi da 13esima e le spese aggiuntive dei lavoratori autonomi a dicembre valgono 29,9 miliardi. Si tratta di 1.370 euro a famiglia, con aumento dell’1,3% rispetto al scorso anno ma un calo del 3,5% rispetto al livello del 2008.

Terrorismo non ha impatto su Pil e fiducia – “Sulla base dei dati del passato non c’è un impatto degli attentati terroristici dal punto di vista macroeconomico”. Lo afferma il direttore dell’ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella, che ha analizzato gli effetti sugli andamento del Pil e sulla fiducia di imprese e famiglie dell’attacco alle Torri gemelle e alla metropolitana di Londra. “L’Occidente dal punto di vista economico avrebbe gli anticorpi” per reagire al terrorismo senza “discontinuità negli andamenti macroeconomici”, spiega Bella.

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