Il capitano del Noe, Giampaolo Scafarto, in una immagine di repertorio.
ANSA/LUIGI PEPE

Consip, “atti falsi” su Tiziano Renzi: indagato carabiniere

Sarebbero almeno due le “manipolazioni” sull’inchiesta Consip operate da Gianpaolo Scafarto, capitano del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, che vede coinvolto oltre al re degli appalti pubblici Alfredo Romeo e il ministro dello Sport Luca Lotti, anche il padre dell’ex premier, Tiziano Renzi.

Interrogato, Scafarto si è avvalso della facoltà di non rispondere ma il suo legale ha fatto sapere: Appena saremo in condizione di farlo chiederemo di essere sentiti per chiarire la nostra posizione“.

Gli episodi contestati al capitano del Noe, indagato dalla Procura di Roma con l’accusa di falso aggravato, riguardano in primis un’errata trascrizione della conversazione intercettata il 4 dicembre 2016 nella sede della Romeo Gestioni, in cui vi erano Romeo stesso, il suo collaboratore ed ex parlamentare Italo Bocchino e una terza persona.

Nell’informativa consegnata agli inizi di gennaio, Scafarto scriveva: “A un certo punto Bocchino si allontana e Romeo continua a parlare con Ruscigno… Romeo racconta del suo rapporto con Bocchino per poi affermare “Renzi, l’ultima volta che l’ho incontrato”. Alla trascrizione seguivano anche le considerazioni del capitano stesso: “Questa frase assume straordinario valore e consente di inchiodare alle sue responsabilità Tiziano Renzi in quanto dimostra che effettivamente Romeo e Renzi si sono incontrati, atteso che Romeo ha sempre cercato di conoscere Matteo Renzi senza riuscirvi”.

Andando a risentire i nastri della conversazione però, il pubblico ministero Mario Palazzi ha potuto invece constatare che a pronunciare la frase relativa all’incontro con Renzi non era stato Romeo ma Bocchino, il quale in seguito aveva dichiarato di essersi riferito all’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, incontrato più volte nel suo ruolo di deputato, e non al padre.

Ma perché la Procura di Roma, al quale ricordiamo è affidato uno dei due filoni d’inchiesta relativi al giro di appalti truccati della centrale d’acquisti pubblici Consip (l’altro è di competenza della Procura di Napoli e riguarda il caso di rivelazioni di segreto d’ufficio per il ministro Lotti), ha deciso di passare al setaccio nastri, trascrizioni e documenti?

In realtà, nella gestione delle indagini da parte dei carabinieri del Noe erano state notate alcune anomalie. Già agli inizi di marzo infatti, il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone aveva ritirato la delega al reparto del Noe e aveva passato le indagini al Nucleo investigativo della Capitale. Il motivo era la fuga di notizie, ossia “le ripetute rivelazioni di notizie coperte da segreto sia prima che dopo la trasmissione degli atti”.

Scafarto e le “attenzioni” dei Servizi segreti. Nella stessa informativa di gennaio, il capitano Scafarto aveva fatto presente anche “il ragionevole sospetto di ricevere “attenzioni” da parte di qualche appartenente ai Servizi”.

Andati in piazza Nicosia a Roma per effettuare l’acquisizione della spazzatura prodotta dalla Romeo Gestioni (quando furono trovati i “pizzini” con le dazioni di denaro, ndr) – scriveva Scafarto – i carabinieri hanno notato persone in abiti civili e atteggiamento sospetto che controllavano le targhe: una persona fotografata che controllava le targhe e un’altra che nascosta dalle auto in sosta non ha perso di vista l’operato dei militari”.

Ciò di cui però la nota non fa menzione è che la “persona sospetta” alla guida di una jeep di cui vi era segnalato anche il numero di targa, era stato successivamente identificato dai carabinieri stessi, esattamente il 20 ottobre, come Eugenio Ruggieri, cittadino italiano ma nato a Caracas, residente proprio a due passi dalla Romeo Gestioni e che quindi si sarebbe potuto trovare lì del tutto ragionevolmente.

Nell’attesa che l’indagine faccia il suo corso, Matteo Renzi, ospite ieri nella trasmissione Porta a Porta ha ribadito la sua“totale fiducia nella magistratura”.

Non abbiamo nulla da nascondere – ha continuato l’ex premier ora candidato alle primarie del Pd – Sarebbe facile per me venire qui oggi e dire, essendo in corso un’indagine per falso, ‘avete visto…’. Invece niente di tutto questo: chiedo come cittadino che tutti abbiano totale fiducia nella magistratura e lo dico oggi che è più facile di due mesi fa perché credo che la verità viene sempre a galla”.

P.M.

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