Coppa Davis: una poltrona per due

Ci apprestiamo a vivere e a gustarci tre notti di grande tennis in questo weekend che potrebbero regalare ai nostri colori o a quelli biancorossi con l’inconfondibile foglia d’acero una semifinale da sogno nell’edizione 2013 della Davis. Canada-Italia, dunque, inizia stasera, alle 22 ora italiana, con i primi due singolari che vedranno Andreas Seppi e Vasek Pospisil aprire le danze.

Un’occasione storica per entrambe le formazioni di accedere alle semifinali del World Group della più importante e prestigiosa competizione tennistica a squadre del mondo. L’Italia non si affacciava al livello dei quarti di finale dal lontano 1998, il Canada, invece, non aveva mai passato il primo turno da quando esiste l’attuale formula ( risale al 1913 il miglior piazzamento dei nordamericani con la sconfitta nella finale del torneo degli sfidanti 0-3 con gli USA che poi si sarebbero presi l’insalatiera battendo i detentori della Gran Bretagna nel Challenge Round). coppa davisTeatro della sfida sarà quel Doug Mitchell Thunderbird Sports Centre di Vancouver con i suoi campi in cemento indoor dove già lo squadrone iberico ( pur privo di Nadal, Ferrer e Almagro) ci ha lasciato le penne al primo turno. Una superficie molto veloce, dunque, e piuttosto consona alle caratteristiche dei giocatori di casa. Primo fra tutti, il temutissimo Milos Raonic, 22enne, 1.96 per 90 Kg, numero 16 dell’ultima classifica ATP ( ma già con un best ranking di n. 13), dotato di un “cannonball” di servizio tra i più devastanti del circuito ( serve abitualmente sopra i 225 Kmh e una volta ha toccato anche i 241kmh) e di un diritto al fulmicotone, oltre che di una storia personale che già alla sua verde età somiglia ad un romanzo. Il nostro, infatti, è nato in Montenegro, notoriamente terra di giganti (è lo Stato dove l’altezza media è la più elevata del pianeta!), a Podgorica, la vecchia Titograd, nel 1990 ma, molto presto, è costretto a fare i conti con la sfida più dura della vita: la guerra che dilania la Jugoslavia. Seguiva il trasferimento in Ontario con tutta la famiglia al seguito, gli studi universitari negli States ( Università della Virginia), duri allenamenti in Spagna sotto le cure dell’ex pro Galo Blanco per  migliorare i suoi colpi di rimbalzo e residenza a Montecarlo. E persino una fondazione per bambini bisognosi di protesi da lui creata. Ma, soprattutto, una voglia matta di bruciare le tappe, nella vita e nel tennis che, al momento, la occupa quasi totalmente. Già quattro tornei ATP all’attivo, di cui ben tre consecutivi, peraltro, a San Josè che si gioca su una superficie molto simile a quella che troveremo a Vancouver. Suo collega in singolare sarà, per l’occasione, Vasek Pospisil, anch’egli classe 1990, n. 140 ATP ma un best ranking che lo ha visto toccare anche il n. 85, prima che una maligna mononucleosi ne frenasse l’ascesa. Molto meno potente del più illustre collega e chiamato, solo all’ultimo istante a sostituire l’infortunato Frank Dancevic in singolare, sarà animato, però, da una motivazione molto speciale: lui, a Vancouver, ci vive. E per questo potrebbe anche avvertire un filo di emozione di troppo. Un elemento da non trascurare. Pospisil dovrebbe esser riproposto anche in doppio al fianco di uno dei “mostri sacri” della specialità, quel Daniel Nestor che, alla veneranda età di 40 anni, ancora non ne vuol sapere di appendere la racchetta al chiodo. Attualmente, il mancino canadese è n. 6 del ranking di doppio ma vanta una carriera da far tremare i polsi: ben otto i tornei del Grande Slam in bacheca ( quattro Roland Garros, due Wimbledon, un US Open e un Australian Open), conditi da quattro Masters di fine anno e una medaglia d’oro olimpica a Sydney nel 2000, per un totale di ben 80 successi con diversi partner tra cui i Zimonjic, Mirnyi, Knowles e il connazionale Lareau nella fortunata esperienza olimpica. Un autentico monumento. Noi avremo Andreas Seppi, n. 18 del ranking ATP, il più adatto al veloce e professatosi piuttosto soddisfatto della superficie ( “Mi piace molto. Somiglia all’erba” ) e l’eroe del match con la Croazia, Fabio Fognini, n. 31. Il ligure, nonostante capitan Barazzutti abbia voluto fare pretattica annunciando per il doppio Bracciali-Lorenzi, dovrebbe giocare anche sabato a fianco dell’aretino Daniele Bracciali, 35enne specialista del doppio e con grande esperienza di Davis già alle spalle. Non dovrebbe far rimpiangere troppo l’assenza di Simone Bolelli che, pur partito anch’egli alla volta del Canada, non è riuscito a recuperare dall’infortunio al polso che lo tormenta dal match con Dimitrov a Miami. L’occasione è di quelle d’oro anche perché, in caso di vittoria, si giocherebbe la semifinale in casa sia contro gli USA che contro la Serbia (favorita nei confronti dei nordamericani). Anche se contro Djokovic (e Tipsarevic) anche l’amata terra servirebbe a poco. Un pronostico? E’ una sfida equilibrata dove il punto-chiave dovrebbe essere quello del doppio. E, francamente, l’esperienza ad altissimo livello di Nestor, unita alla minor abitudine del nostro inedito duo a giocare assieme potrebbero far pendere la bilancia verso la “patria dell’hockey su ghiaccio”, pronta, stavolta, ad esultare per beniamini che imbracciano racchette al posto di tanto amati bastoni.

D.P.

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