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Corea: Trump chiama, Kim non risponde

Cade nel vuoto il tentativo di Donald Trump di stemperare la tensione fra USA e Corea del Nord. Pyongyang ha accusato Washington – o meglio “gli imperialisti americani” – di “procedere in modo sconsiderato verso una guerra nucleare nella penisola coreana”: lo ha detto oggi KCNA, l’agenzia di stampa del regime di Kim Jong-un.

Nei giorni scorsi Trump, in un’intervista a Bloomberg News, si era detto disposto a incontrare Kim, sia pure “alle giuste condizioni”: “Lo incontrerei sicuramente e ne sarei onorato”.

Quelle giuste condizioni, però, sono ancora di là da venire: lo ha chiarito in serata la Casa Bianca. Secondo il portavoce Sean Spicer, Washington aspetta che da Pyongyang arrivino segnali – non meglio qualificati – di “buona fede”.

Tradotto dal gergo diplomatico, la cancelleria USA aspetta un’apertura dalla Corea del nord, come prova che il regime di Kim è disposto a trattare per disinnescare la crisi. A Pyongyang, però, non ne vogliono nemmeno sapere. Anzi, finora i segnali vanno nella direzione opposta.

Ieri il ministero degli Esteri aveva fatto arrivare alla KCNA un comunicato in cui si ricorda che la Corea del nord è pronta a riprendere i test nucleari, “in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo deciso dalla leadership suprema”. Visto quanto si spendono gli USA per sottoporre lo Stato dei Kim a nuove sanzioni internazionali, dice il portavoce, “spingeremo alla massima velocità lo sviluppo della deterrenza nucleare”: “Siamo pronti al 100% per rispondere a qualsiasi opzione decisa dagli Stati Uniti”.

Intanto in Corea del Sud è “pienamente operativo” il sistema antimissile THAAD, fornito dagli USA al governo di Seul. In funzione anche il primo di cinque droni telecomandati Global Hawk, arrivato domenica da Guam nella base giapponese di Yokota, quartier generale delle forze armate USA alla periferia di Tokyo. Gli aerei senza pilota saranno impiegati con funzioni di ricognizione, per tenere sotto controllo il programma missilistico della Corea del Nord.

Si è anche venuto a sapere di una visita non annunciata di Mike Pompeo, il direttore della CIA, lo scorso fine settimana a Seul. Secondo i giornali locali, Pompeo ha incontrato il capo dell’intelligence sudcoreana e alti funzionari della presidenza (guidata ad interim dal premier Hwang Kyo-ahn dopo l’impeachment, lo scorso 10 marzo, della presidente Park Geun-hye). L’ambasciata USA in Corea del Sud ha confermato che Pompeo è arrivato a Seul insieme a sua moglie, ma non ha voluto fornire altri dettagli.

F.M.R.

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