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Cortei studenteschi, Roma in stadio d’assedio

Roma in stato d’assedio.  Quattro distinti cortei di studenti oggi hanno invaso le vie del centro, al grido di “Riprendiamoci tutto”, “Non potete
fermare il vento”, “Mandela è  vivo, e lotta con noi!”. Contemporaneamente,  fin dalla mattinata 2-300 attivisti del Movimento per la casa e di Action hanno occupato il cantiere della Nuvola di Fuksas  all’Eur.

corteo-studentiA dare vita al primo corteo in mattinata sono stati gli studenti di Tor Vergata, giunti  dallo studentato occupato “Boccone del povero” sino alla sede del Rettorato con striscioni, bandiere e megafoni. L’obiettivo dichiarato “mettere in piedi un corteo alternativo a quello  dei baroni, con tonaca e foulard, pronti a prostrarsi davanti a chi ha distrutto l’università”.  A sbarrare l’ingresso camionette di carabinieri e polizia.
Assediamoli, riprendiamoci tutto”, invece, lo slogan degli studenti de La Sapienza, il cui corteo è partito da piazzale della Minerva, davanti all’università,  ed è arrivato a San Giovanni. Lì quelli dei collettivi universitari  si sono uniti alla manifestazione dei liceali partiti invece verso mezzogiorno da piazzale della Piramide, dietro lo striscione “Non potete fermare il vento”.  Alcuni inneggiavano a Nelson Mandela, “che è vivo e lotta con noi”. L’obiettivo comune: tentare “l’assedio” al Dipartimento delle politiche giovanili della presidenza del Consiglio in via della Ferratella in Laterano.  Petardi e fumogeni rossi sono stati lanciati davanti al portone, presidiato da carabinieri in tenuta anti-sommossa.   L’ultimo corteo, infine, quello degli studenti  dell’istituto Montessori  e delle scuole del quartiere Trieste-Salario, è partito da Piazza S. Emerenziana, ma si è  disperso poco dopo.
Ad entrare nel Nuovo centro Congressi in costruzione all’Eur, invece, sono stati in mattinata circa 150 giovani, con bandiere e striscioni del Movimento per la casa e Action. Sul posto è stata mandata un’auto della polizia.  Al momento in cui scriviamo, pare che il loro numero sia salito a circa 300:  “Roma cade a pezzi” lo slogan che urlano al megafono.  Ma non basta:

«Come la Tav in Val di Susa anche la Nuvola pretende di regalare tonnellate di soldi pubblici ai soliti speculatori, ignorando i problemi drammatici della casa, della scuola, della salute e dell’ambiente. Per la Nuvola il sindaco Marino parla di spendere qualcosa come 170 milioni, mentre a Roma  da decenni non si costruiscono case popolari, le scuole crollano, e gli ospedali vengono chiusi».

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