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David 2017, la ‘pazza gioia’ di Valeria Bruni Tedeschi

La sua “povera psicanalista” ma anche “Leopardi, Ungaretti, Pavese e soprattutto Natalia Ginzburg”. Ai David di Donatello Valeria Bruni Tedeschi,  miglior attrice per il film di Paolo Virzì “La pazza gioia” ringrazia proprio tutti, esibendosi in un lungo discorso che ha fatto ridere e allo stesso tempo commuovere il pubblico in sala. L’attrice è ormai alla sua quarta statuetta dopo l’ultima avuta nel 2014, per la sua interpretazione nel “Capitale umano”, sempre di Virzì.

Insieme a lei sul palco, tra lacrime e risate, anche la coprotagonista del film Micaela Ramazzotti, moglie del regista, chiamata dalla sua collega per condividere premi e ringraziamenti.

Ma “La pazza gioia”, storia di due improbabili amiche che s’incontrano in una comunità per donne con disturbi mentali a Pistoia, si porta a casa anche il premio di miglior film e di miglior regista. Come miglior attore protagonista trionfa invece Stefano Accorsi, alla sua seconda statuetta dopo “Radiofreccia” nel 1999, per la sua interpretazione di Loris De Martino in ‘Veloce come il vento’, pellicola che strizza l’occhio agli Stati Uniti e ispirato alla vita del pilota di rally Carlo Capone. “Spero che Bianca (la compagna, ndr) non partorisca adesso, ma nel caso avremmo già due nomi pronti: David o Donatello”, ha scherzato durante la premiazione.

Tra i delusi, ‘Indivisibili’ di Edoardo De Angelis, che arrivava al galà finale del cinema italiano con ben 17 nomination, ma si è dovuto accontentare del premio alla sceneggiatura e di quello ad Antonia Truppo, miglior interprete femminile non protagonista.

Non mantiene le promesse di vittoria nemmeno Fai bei sogni’ di Marco Bellocchio, basato sul romanzo di Massimo Gramellini che aveva ben 10 candidature, compresa quella di Valerio Mastandrea come miglior attore protagonista. L’attore romano però non è comunque tornato a casa a mani vuote, vincendo il premio come miglior attore non protagonista per il film “Fiore” di Claudio Giovannesi.

Ad animare la serata,  la standing ovation riservata a Roberto Benigni, a cui è stato consegnato il premio speciale alla carriera. “Nemmeno il Papa a San Siro è stato accolto così. Io vi benedico, ringrazio l’accademia tutta, abbiamo reso grande l’arte più commovente del mondo”, ha detto il regista e attore dedicando la statuetta alla moglie. Anzi, di più. “Questo premio appartiene a Nicoletta Braschi, con lei ho fatto tutto”, ha aggiunto dopo aver ricordato che “il cinema italiano è il più grande del mondo”.

Tra gli ospiti anche Manuel Agnelli, che ha cantato ‘Across the universe’ dei Beatles mentre scorrevano le immagini degli artisti scomparsi quest’anno. Tutto da ridere, invece, il corto di Maccio Capatonda ed Herbert Ballerina sulle difficoltà ad avere rapporti sessuali, almeno al cinema, se hai il montatore-contro alla moviola.

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