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Ddl Terremoto, Gentiloni: ricostruire per ripartire

Far fronte all’emergenza: è questo l’obiettivo del decreto legge in favore delle popolazioni del centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e del 2017, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri. Prima di questo testo, vi erano stati altri due provvedimenti, rispettivamente dopo le scosse di agosto e novembre scorso.

Gentiloni: L’Italia non dimenticherà, ma deve andare avanti “Credo che l’Italia non dimenticherà questo colpo, che è stato inferto ad una parte così rilevante del nostro territorio – ha commentato il premier Paolo Gentiloni al termine del Cdm –  L’Italia deve reagire con decisione, con un’obiettivo che è quello di mettere in campo tutte le norme e le iniziative necessarie per accelerare i percorsi di ricostruzione ed emergenza”. 

Il ddl approvato oggi dal Consiglio dei ministri, che passerà in tempi brevi al vaglio del Parlamento, è per sua stessa natura un provvedimento che mira a contenere l’emergenza e predisporre interventi per una ricostruzione totale del territorio, non solo degli edifici crollati ma dell’intero tessuto economico.

“La nostra strategia è un progetto di rammendo del Paese, per far fronte alle sue debolezze nel medio-lungo periodo. Progetto che non abbiamo accantonato, ma intanto qui e ora si tratta di accelerare sui problemi, le difficoltà, i rischi di strozzature burocratiche, ed è a questo che si rivolge il decreto che abbiamo approvato” ha chiarito Gentiloni. 

“C’è bisogno che il Paese intero a partire dal governo, le istituzioni territoriali coinvolte, il Parlamento, l’Unione europea, tutti abbiano la consapevolezza dell’importanza della gravità” della situazione nelle aree colpite dal terremoto e dal maltempo e della necessità “di rispondere in modo adeguato”, ha concluso il Presidente del Consiglio.

I punti chiave del ddl. Il provvedimento, costituito da 23 articoli totali, si prefigge in primo luogo di “contrastare lo spopolamento” e “favorire la ricostituzione del tessuto economico” (art.18). Questo obiettivo verrà raggiunto sia attraverso misure di semplificazione burocratica sia in termini di supporto economico verso le popolazioni e le aziende che sono state danneggiate dalle scosse.

Prevista dal decreto infatti, la realizzazione di una “zona franca” fiscale che comporterà l’esenzione, nel biennio 2017-2018, da Ires-Irpef (fino a 100 mila euro di imponibile), dall’Irap (fino a 300 mila euro di imponibile) e dalla Imu-Tasi. L’intervento riguarderà le 67 mila imprese, iscritte alle rispettive Camere di Commercio, e sarà valido solo per le aziende già residenti.

Sempre all’interno dell’articolo 9,  è previsto lo stanziamento di  80 milioni a fondo perduto per le aziende di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria che hanno subito danni in termini di “riduzione della capacità produttiva”.

Il decreto prevede anche un intervento a “sostegno delle fasce deboli della popolazione” (articolo 14). In pratica, verrà distribuita, sulla base dell’Isee, una carta acquisti del valore di 200 euro. Il testo si occupa anche dei lavoratori dipendenti per i quali viene garantita la proroga di un sussidio per la mancata attività fino al 31 dicembre di quest’anno.  Inoltre un norma consente a Regioni, Province e Comuni di assumere nuovo personale e stipulare contratti di collaborazione per il funzionamento degli “Uffici speciali per la ricostruzione”.

Prevista dal provvedimento, anche  l’accelerazione dei procedimenti per la microzonazione sismica, cioè la mappatura che consentirà di scegliere le zone adatte alla ricostruzione: l’operazione sarà affidata ad un team di professionisti in deroga alle disposizioni e con procedure di affidamento semplificate.

Infine, come era già stato anticipato alcuni giorni fa, il testo prevede l’ampliamento delle funzioni della Protezione civile. Oltre all’aumento dei fondi, la struttura verrà potenziata in termini di aumento di organico e riorganizzata, riducendo le competenze dei singoli presidi regionali in funzione di un impianto maggiormente centralizzato.

P.M.

 

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