“Diecirighe” (solo dieci)

Succede spesso che le cose belle accadano per caso. C’è chi lo chiama destino, chi fortuna. Il gruppo dei micro-racconti edito da ‘libriliberi’ nasce così, per caso. Paulette, l’ideatrice di questo libro, piccolo nelle dimensioni ma non nel contenuto di 200 pagine,  in una -come la definisce lei – “noiosa sera di maggio”  decide di svuotare i suoi “cassetti mentali pieni di parole”, le spolvera e le mette dentro una piccola biblioteca virtuale. Di quelle senza né porte né orario e con capienza illimitata: internet.

Chiede poi di fare la stessa cosa ai suoi amici. E in tanti si affrettano a mettere in rete, su un blog, un bagaglio che è sempre personale, fatto di idee e sogni, utilizzando parole inespresse.

Una sola regola cui attenersi: la brevità. Dieci righe (di qui il titolo del volumetto), niente citazioni o frasi celebri e massimo un racconto al giorno. Questo per evitare di travolgere e sconvolgere la giuria alla quale spetta il giudizio di concedere ai più bravi l’onore del blog.

Questo spazio libero si arricchisce quindi ogni giorno di storie, personali e passionali, e in meno di un anno sono 850 i micro scrittori aggregati. Tra questi ne sono stati scelti cento, forse qualcuno di più,  quelli che hanno ricevuto il gradimento maggiore. E con le loro piccole storie stampate in ‘diecirighe’ – che è stato presentato il 19 maggio al Teatrino del Gallo, il laboratorio della casa editrice, nel cuore di Firenze –  si è riusciti anche a dimostrare una cosa cui non siamo abituati: che si può anche percorrere, ove se ne veda l’opportunità, la strada dal virtuale al cartaceo.

Idee, sogni, desideri, passioni, ma anche illusioni. Le migliori su carta, perché da esse possiamo trarre una parte dei nostri piaceri.  Juls LilMe (potrebbe essere lo pseudonimo di una persona di sesso femminile cresciuta in fretta ma con l’animo ancora di fanciulla) dice di amare le illusioni: “Adoro vivere le illusioni, piccole perle rare che arricchiscono lo scrigno della vita” . In fondo, scrive Paulette, “che senso ha tenere i sogni in un cassetto, meglio provare a farli volare”.

A.B.

 

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