Cocoricò Riccione

Discoteche, divertimento e morte Cardiomiopatia per Lorenzo Toma

Trovare la morte in mezzo al divertimento. Dopo l’episodio del ‘Cocoricò’ di Riccione, c’è stato negli ultimi giorni un susseguirsi di notizie catastrofiche ed inquietanti. Inquietanti perché dietro a giovani vite stroncate ancora prima di affacciarsi alla vita vera,  trapela sempre più prepotente la necessità di questi ragazzi in cerca di evasione di spingersi oltre. Oltre le regole per preservare la propria salute, oltre i principi etici e quelli normati da regolamenti di legge (ordinanza antialcol, ecc).

Lorenzo Toma, il diciannovenne morto davanti alla discoteca nel Salento, che aveva bevuto ad una bottiglia incitato dagli amici: “Prova questo”, gli avevano detto , era affetto da cardiomiopatia ipertrofica, che può causare anche morte improvvisa. Lo ha riferito il medico legale Alberto Tortorella al termine dell’autopsia all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, presente il cardiologo Claudio Perrone, consulente della famiglia Toma. La cardiomiopatia ipertrofica si manifesta sin da piccoli e tra i rischi da evitare c’è quello di bere alcolici. Al ragazzo educato, timido e gentile che il 24 agosto prossimo sarebbe  ‘salito’ a Milano per cercarsi casa ed iscriversi all’università è bastato probabilmente solo quel sorso dalla bottiglia sconosciuta.

Aveva invece solo 16 anni Noemi Boemi, trovata morta in spiaggia sul Lungomare del Ringo a Messina. Si presume un malore per questa ragazza che frequentava il liceo artistico e che sulla sua pagina facebook annotava pensieri tetri, come «Il buio è più denso ed io non riesco a trovarci un senso», oppure «Mi dispiace, tutto tace mentre cerco pace e non sono capace perché sai che più fa male più mi piace». Gli investigatori stanno cercando di comprendere le sue abitudini, mentre il referto al termine dell’esame autoptico scioglierà ogni dubbio sulle possibili ipotesi della sua prematura morte.

Ma alla lunga lista dei ragazzi sfortunati  in cerca di un divertimento che a volte di sano conserva ben poco, si aggiungono le quattro ragazzine dai 14 ai 16 anni sono state soccorse su una spiaggia di Specchiolla e ricoverate in ospedale per sospetto coma etilico. Una delle quattro è stata poi ricoverata nell’ospedale Perrino di Brindisi per intossicazione da alcol. Le altre dimesse dopo essere state sottoposte ad adeguati trattamenti.

Infine, la notizia funesta più recente ci narra invece della morte di un 27enne, la scorsa notte a Marina di Camerota (Salerno) colpito alla testa da un grosso masso che si è staccato da un costone durante un violento nubifragio.  Il giovane, Crescenzo Della Ragione di Mugnano (Napoli) , studente universitario e saltuariamente cameriere, si trovava nella discoteca all’aperto “Ciclope” ed è morto all’istante.

Morti per cause accidentali, morti per cause naturali legate ad episodi che si sarebbero potuti e dovuti evitare. In questa stagione il cui il divertimento vorrebbe la sua parte legittima, ma se diventa sballo sappiamo cosa è in grado di produrre. E la sete di sballo va combattuta con una battaglia culturale. Il vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico ha avanzato l’ipotesi di non chiudere i locali, né vietarli ai minorenni, ma provvedere, invece, a bloccare sul nascere il giro notturno della droga, anche con agenti in borghese in discoteca. Una soluzione che convince i gestori che sono disposti a replicare il modello americano dove  sono i locali a pagare le ore extra e gli straordinari per il personale delle forze dell’ordine. “È prima di tutto nostro interesse – dichiara Maurizio Pasca, presidente del Silb-Confcommercio, il sindacato italiano locali da ballo – siamo noi a vivere questa situazione in prima persona, tocca a noi aprire ogni sera sperando che non succeda nulla di quello che si è letto in questi giorni”. 

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