Il salone Più libri più liberi di Roma (ph dal web)

Editoria, i piccoli editori resistono con le vendite on line

Tempo di bilanci per le case editrici: il settore libri per ragazzi e i nuovi canali di vendita alleviano la crisi registrata nel 2013.

Il salone Più libri più liberi di Roma (ph dal web)

Il salone Più libri più liberi di Roma (ph dal web)

Tempo di bilanci, per la piccola e media editoria italiana, che chiude il 2013 con un dato significativo: secondo un’indagine Nielsen i piccoli e medi editori risentono di minori perdite, in termini di fatturato, rispetto ai grandi, con un incremento significativo legato alla vendita di libri per ragazzi e un forte consolidamento del ruolo delle librerie online.

A fronte di una crisi che penalizza il mondo del libro, che registra un calo del 13,8 per cento a valore rispetto al 2011, i piccoli editori, che coprono tra l’8 e il 9 per cento del mercato, perdono il 6,2 per cento in quanto a copie ma solo il 5,3 per cento a valore, dato giustificato dall’aumento dei prezzi.

I libri per ragazzi consolidano un trend evidentemente positivo, arrivando a coprire il 14,6 per cento delle vendite. Per quanto riguarda la fiction, guadagna qualcosa quella italiana (raggiunge il 14,1 per cento), mentre risulta leggermente in calo quella straniera (25 per cento, mentre l’anno precedente arrivava al 25,4 per cento). In caduta la non-fiction pratica (che scende dal 16 al 15,1 per cento) e la non-fiction specialistica (che passa dal 14,5 al 14 per cento), mentre si registra un incremento della saggistica (17,3 per cento rispetto al 17,1 del 2012).

Le librerie online rappresentano il canale in cui i piccoli editori sono maggiormente presenti: secondo i dati GfK, dei 360mila titoli pubblicati dalle case editrici italiane presenti nei cataloghi online, il 73 per cento appartengono ad editori indipendenti: i piccoli e medi editori pesano sulle librerie online per l’11,9 per cento, per il 9,9 su quelle indipendenti e per il 7,4 su quelle di catena.

Esistono – argomenta Marco Polillo, presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) – situazioni particolari su cui occorre riflettere: lo spostamento verso l’online delle vendite dei piccoli editori potrebbe essere dovuto non solo da una maggiore familiarizzazione del pubblico alle vendite sul web ma anche – e questo sarebbe in prospettiva molto pericoloso – da un minore assortimento nelle librerie della produzione dei piccoli. Contrastante è anche ciò che riguarda i valori dei libri per bambini: è estremamente significativo che questo particolare mercato continui a essere in controtendenza rispetto a quello generale. È da studiare allora quella che sembrerebbe una disaffezione nei confronti del libro da parte dei genitori”.

È interessante analizzare un canale di vendita tradizionale come quello relativo alle fiere del libro; prendendo in esame l’ultima edizione di Più libri più liberi i commenti risultano particolarmente positivi, nonostante la percezione quasi unanime, fra i soggetti intervistati, di un leggero decremento del flusso di persone presenti alla manifestazione.

Direi – afferma Francesca Comandini, ufficio stampa Fandango Libri – che il bilancio della fiera è sicuramente positivo. Dal punto di vista delle vendite registriamo un sostanziale pareggio rispetto ai valori dell’anno scorso se non addirittura un miglioramento, nonostante la crisi attuale e la fatica di continuare a produrre libri cercando un compromesso con il mercato”.

Anche quest’anno – le fa eco Cristina Gerosa, addetta stampa Iperborea – la fiera sta andando benissimo, come vendite meglio dell’anno scorso: tutti i giorni le vendite sono state superiori rispetto agli anni precedenti”.

Siamo molto contenti, le vendite non ci hanno deluso, siamo in crescita”, dichiara Piero Rocchi, direttore commerciale Minimum Fax, in linea con l’opinione di Valentina Capogna, redattrice Perrone Editore:

Chiudiamo la fiera con un bilancio positivo, più dell’anno scorso”.

“La fiera è andata bene, a livello di vendite è abbastanza in linea con gli anni scorsi”,

scandisce Stefano Santamato, ufficio comunicazione Marcos y Marcos.

Giulio Passerini, addetto stampa E/O, propone un parallelo con la Fiera del Libro di Torino:

Come andamento generale posso dire che la fiera è andata meglio dell’anno scorso, anche come fatturato c’è stato un leggero incremento, in controtendenza rispetto agli ultimi due anni. Questi dati sono coerenti con quelli registrati durante la fiera del libro di Torino, in quanto anche lì è andata meglio rispetto agli anni precedenti”.

Cauto ottimismo da parte di Marco Onofrio, direttore editoriale Edilazio, anche per la specificità dei titoli pubblicati:

Le cose vanno abbastanza bene, anche perché il nostro è un catalogo specifico in cui figurano molti titoli su Roma, quindi giochiamo in casa. Alla fine riusciamo sempre a coprire largamente le spese dello stand e delle sale”.

Francesca Rosini, ufficio stampa Voland, conferma buoni valori di vendita, pur evidenziando problematiche legate alla presenza della casa editrice nelle librerie di catena:

Stiamo vendendo molto bene, le fiere ci hanno sempre premiati. Il problema è che abbiamo ricevuto molte lamentele sul fatto che, come editori indipendenti, non siamo molto presenti nelle librerie di catena, nonostante disponiamo di un servizio di promozione e distribuzione nazionale. Questo è chiaramente un problema, essendo noi una casa editrice che punta molto sul catalogo”.

In controtendenza il giudizio di Claudia Costantini, editor Cavallo di Ferro/Gargoyle:

Rispetto alle scorse edizioni di Più libri più liberi le vendite sono sicuramente inferiori, è evidente una maggiore attenzione alla spesa rispetto al passato”. 

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