FRANCO CALIFANO

‘Er Califfo’ se n’è andato

Ha lavorato fino all’ultimo il  o, meglio, ‘er Califfo’: il 18 marzo era al teatro Sistina di Roma e il 4 aprile avrebbe iniziato un minitour nelle Marche. Ma il suo fisico di 74enne che la vita l’aveva vissuta in pieno, senza risparmi, ha ceduto ieri sera, provato da una lunga malattia.  Franco Califano è morto nella sua casa di Acilia per una crisi respiratoria. Da solo. Proprio lui che la casa la apriva sempre agli amici, che bastava che girasse con la sua spider per le vie di Roma e subito veniva riconosciuto e salutato con calore.
L’autore di ‘Minuetto’, un capolavoro reso ancora meglio dalla splendida voce di Mia Martini;, che ha firmato con Mino Reitano ‘Una ragione di più’ , uno dei brani più belli, struggenti e passionali della nostra canzone d’autore interpretato dalla grande Ornella Vanoni; che nella sua lunghissima carriera ha scritto altri testi indimenticabili come “La musica è finita”, “E la chiamano estate” trovando la sua espressione migliore in ‘Tutto questo è noia’, non ha avuto sempre il ‘vento in poppa’. Anzi.
Originario di Paganica in provincia di Salerno, ma nato a Tripoli, che allora era una colonia italiana, il 14 settembre del 1938, e cresciuto a Roma, il Maestro (altro suo soprannome) nel 1970 finì nei guai nella vicen­da di Walter Chiari per possesso di stupefacenti, e nel 1983 sconfi­nò nel caso Tortora per droga e possesso d’armi. Fu sempre as­solto con formula piena dalla corte ma comunque condanna­to dai bempensanti che lo ritenevano un personaggio ‘border line’, ai confini, quasi una figura da commedia al­l’italiana. Lui apparentemente se ne infischiava: «Lo so, ma me ne im­porta poco» diceva. Prima di uscire da Regina Coeli trascor­se le ore d’aria della vigilia sem­pre al sole, «così quando mi ve­dono abbronzato capiscono che sto bene e non sono battu­to ». Nella realtà non era invece così. Aveva alti sentimenti che riversava generosamente nei testi delle canzoni che componeva: semplicemente poetici, innamorati del bello.  Questo borgataro bello come Marlon Brando (è stato anche interprete di fotoromanzi e attore cinematografico) e vizioso come Steve McQueen amava scrivere per gli altri: «Mi siedo lì – diceva – mi immagino di esser loro e però di parlare con il mio cuore».
Questa figura atipica della canzone italiana, una sorta di chansonnier alla francese, radicatissimo nella tradizione culturale e musicale di Roma, è stato anche un musicista prolifico che  si è cimentato come scrittore e saggista con opere come ‘ Ti perdo – Diario di un uomo da strada’ ,’ Il cuore nel sesso’, ‘ Sesso e sentimento’ e ‘ Calisutra – Storie di vita e casi dell’ amore raccontati dal
maestro’. E nel 2008  esce l’ autobiografia ” Senza Manette”, scritta a quattro mani con Pierluigi Diaco, che oggi piange ” l’ amico e il complice di tante notti in radio”.
Spesso sottovalutato perché orfano di impegno politi­co, forse an­che per questo Franco Califano non ha mai dominato le classifi­che né riempito gli stadi. In compenso  è diven­tato così popolare e amato, da essere imita­to e parodiato fino alla noia.
Ventiquattro ore prima era Milano a piangere la scomparsa di un altro popolare  rappresentante del mondo della canzone: Enzo Jannacci. Un’eleganza popolana sempre intonata a grande sensibilità per la vita dei più deboli.
Oggi è Roma a salutare l’ultimo dei romantici, il cantore della romanità più profonda che affonda nelle radici della Città Eterna. Ciao, Califfo, addio simpatica canaglia con la tua aria da grande conquistatore e con quella generosità di sentimenti che poche ore prima di morire ti aveva portato a scrivere in un sms indirizzato ai Negramaro: “Che il Sig vi protegga nel vostra viaggio nella vita”. Perché tu che hai composto “Tutto il resto è noia”, per indicare che senza un sentimento vero alla base alla fine ci si stanca, proprio tu avevi capito che altro tipo di Amore si deve cercare per dare un senso alla vita e alle cose. E sei riuscito a trovarlo per tempo.
La camera ardente di Franco Califano sarà allestita nella sala della Protomoteca, in Campidoglio. Si aprirà lunedì di Pasquetta alle ore 10 e chiuderà alle ore 19. I funerali del cantautore si terranno martedì 2 aprile, nella chiesa degli Artisti, in piazza del Popolo.

 

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