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Etruria: perquisizioni Gdf dopo suicidio pensionato

Il pm Alessandra D’Amore, titolare dell’inchiesta sul suicidio del pensionato, è negli uffici di Civitavecchia di Banca Etruria ed assiste alla perquisizione da lei disposta e che viene svolta da finanzieri del Nucleo speciale di Polizia valutaria. Oltre al reato di istigazione al suicidio si ipotizzerebbe anche quello di truffa. Le perquisizioni riguarderebbero questa seconda tranche delle indagini legata in particolare alla vendita delle obbligazioni. Il magistrato, dunque, non esclude che il pensionato possa essere stato raggirato ed indotto ad acquistare i titoli subordinati di Banca Etruria.

Luigino D’Angelo aveva acquistato i titoli subordinati di Banca Etruria all’inizio del 2013, investendo gran parte dei suoi risparmi (110 mila euro, secondo alcune indiscrezioni). Non era riuscito ad ottenere la restituzione del denaro e, saputo di aver perso tutto, il 28 novembre scorso si è ucciso, lasciando una mail di addio alla moglie. “Chiedo scusa a tutti per il mio gesto – ha scritto – non è per i soldi, ma per lo smacco subito”.

Il governo italiano era pronto a salvare le quattro Banche – Etruria, Ferrara, Marche e Chieti – ma da Bruxelles arrivò lo stop, sotto forma di una lettera firmata dal Commissario alla stabilità finanziaria Jonathan Hill e indirizzata al Ministro dell’Economia Piercarlo Padoan. Palazzo Chigi sarebbe sul punto di pubblicare quella missiva riservata, con una mossa irrituale che alza il livello dello scontro tra Roma e Bruxelles. Il nuovo capitolo del caso Banche – che vede migliaia di obbligazionisti e azionisti coinvolti nel crac degli istituti di credito presso i quali avevano depositato i propri risparmi – viene oggi rilanciato con grande evidenzia da alcuni quotidiani in edicola, che annunciano il contenuto della lettera del 19 novembre scorso, tre giorni prima del varo da parte del governo del controverso decreto salva-banche. Si tratta della risposta alla richiesta dell’Italia di utilizzare il fondo interbancario per scongiurare il crac dei 4 istituti di credito che navigano in pessime acque: “Non potete farlo perché sarebbe una forma di aiuto di Stato”, scriverebbero il Commissario alla stabilità finanziaria Hill e la sua collega alla concorrenza, la danese Margrethe Vestager.

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