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Evasione fiscale, rientrati 19 mld euro nel 2016

Circa due settimane fa si parlava di una cifra leggermente inferiore, ma oggi l’Agenzia delle Entrate ha ufficializzato il recupero di ben 19 miliardi dalla lotta all’evasione fiscale. A presentare i risultati questa mattina al Ministero del Tesoro, il titolare del dicastero, Pier Carlo Padoan, insieme al direttore dell’Agenzia, Rossella Orlandi.

A quanto pare, l’erario ha registrato un gettito record di “oltre 450 miliardi secondo le prime stime, rispetto ai 436 miliardi del 2015 e ai 419 del 2014”.

Il governo “non strizza l’occhio agli evasori ma alle aziende e ai contribuenti onesti, aiuta ad adempiere, a non sbagliare e a correggere gli errori, senza approcci inutilmente punitivi”, ha affermato Padoan, sottolineando che una “buona amministrazione fiscale” non serve solo “ad assicurare il gettito ma anche la giustizia sociale, perché il mancato adempimento crea disuguaglianze e distorce la concorrenza”.

Al G7 dei ministri delle Finanze di metà maggio, a Bari, si discuterà della tassazione delle nuove forme di impresa dell’economia digitale, vedremo quali sono le forme possibili e concrete di cooperazione internazionale”, ha spiegato Padoan.

Già prima che l’annuncio divenisse ufficiale però, si era parlato della necessità di ridimensionare la portata del risultato. Sicuramente è un primo passo nella direzione giusta ma non bisogna dimenticare che l’Italia risulta essere ancora  è ancora tra i Paesi con il più alto tasso di evasione  (con 109 miliardi ogni anno – di cui 40 miliardi solo di Iva: tre volte la manovra finanziaria 2017).

Senza contare che ben 4 miliardi sono rientrati nelle casse dello Stato grazie al voluntary disclosure, ovvero a quei capitali illegali detenuti all’estero o in patria, volontariamente regolarizzati grazie alla sanatoria del governo Renzi.

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