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Firenze: gli Impressionisti a Palazzo Pitti

L’Impressionismo francese direttamente dal museo D’Orsay di Parigi, nell’ala museale di Palazzo Pitti a Firenze, fino al 5 gennaio 2014.

   

Direttamente dall’Orsay di Parigi, grazie ad uno scambio interculturale di opere d’arte tra lo stesso museo e la Galleria d’Arte moderna di Palazzo Pitti: due Degas, due Monet, due Cezanne, due Renoir, due Pissarro, un Fantin Latour oltre ad un’ opera di Paul Guigou. Due i percorsi della mostra: il primo, dedicato alle rappresentazioni di esterni, il secondo alle opere che rappresentano gli interni.

La sezione “En plein air” viene alla “Lavandaia” di Paul Guigon del 1860, un nudo femminile di Auguste Renoir del 1875/76, “Il sentiero in mezzo al bosco in estate” ed “Un angolo di giardino all’Hermitage” di Camille Pissarro entrambe del 1877,  “Les Tuileries” e “La Senna a Port Villez“di Claude Monet rispettivamente del 1877 e del 1890.

L’ “interièur“, sezione dedicata agli interni, ospita tre opere di Edgard Degas: La lettrice” del 1871,  il “Ritratto di donna con vaso di porcellana” del 1872 e le “Prove di balletto sulla scena” del 1874.  Cèzanne invece presta in quest’occasione due delle sue nature morte a Palazzo Pitti: “Natura morta con cassetto aperto“, del 1877/78 e “Il vaso blu” del 1889. Il percorso si conclude con il famoso ritratto di Auguste Renoir del 1911, “Gabriella con la rosa“.

La mostra non intende dare una lettura critica né trovare corrispondenze tra i diversi modi di intendere il vero ma, semplicemente, esporre queste opere impressioniste e di altri esponenti di punta dell’ Ottocento francese come una rara occasione per riflettere sul pensiero culturale e filosofico che aveva portato a risultati così moderni già verso il settimo decennio dell’Ottocento.

Nei mesi scorsi, l’Orangerie di Parigi ha ospitato la mostra (attualmente allestita alla Fundacion Mapfre di Madrid) : “I macchiaioli des impressionistes italiens?” , ampia esposizione dedicata a un movimento che, pur con fortune decisamente inferiori, ha avuto molto in comune con l’Impressionismo francese oltre al primato d’aver preceduto di una decina d’anni almeno l’avvento sulla scena internazionale di Monet, Renoir, Cezanne & soci … In quella occasione la Galleria d’arte moderna di Firenze, che detiene la maggiore collezione di macchiaoli, aveva imprestato alla Réunion national des musées diciannove opere (tra cui Album lo Zibaldone di Telemaco Signorini) nell’ambito di un accordo di scambi reciproci.

Ed ora, gli impressionisti rendono la visita. Uno scambio culturale che viene utile per mettere a confronto, trovare analogie e differenze tra le due scuole d’arte della “pittura a macchia”, beneficiando gli appassionati dell’arte francese ed italiana dell’ottocento.

 

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