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Francia, Macron vince anche le politiche

Dopo aver scalato l’Eliseo, Emmanuel Macron è sulla via del trionfo anche in Parlamento. Nel primo turno delle elezioni legislative in Francia, il movimento La République en marche! del presidente è di gran lunga il più votato. All’opposizione stabili i Republicains, cala il Front National, mentre quello dei Socialisti è un vero tracollo.

I 577 seggi dell’Assemblée Nationale – la camera bassa di Parigi – si rinnovano come al solito con il sistema maggioritario uninominale a doppio turno: il territorio francese è diviso in 577 circoscrizioni, ognuna delle quali elegge direttamente un deputato; dove nessun candidato ha conquistato la maggioranza assoluta al primo turno, si tiene un ballottaggio fra i due o più candidati che hanno superato il 12,5% dei voti.

Secondo le proiezioni i candidati di En Marche! hanno ricevuto il 32,6% dei voti, distaccando nettamente i Republicains (20,9%). Segue il FN con il 13,1%. A sinistra France Insoumise – la formazione radicale di Jean-Luc Mélenchon – con l’11% fa meglio dei socialisti, fermi al 9%.

Parlando di seggi, il movimento del presidente è avviato a ottenerne più di 400, una maggioranza schiacciante.

Il sistema dei collegi uninominali penalizza i partiti che hanno elettori distribuiti su tutto il territorio nazionale, come FN e France Insoumise, mentre premia quelli che sono radicati in aree ben definite. Quest’anno è il caso dei socialisti, che con il loro 9% potrebbero spuntare più di 30 seggi. Ma il risultato delle elezioni 2017 resta comunque, al di là di ogni attenuante, il peggiore della loro storia.

Secondo il segretario Jean-Christophe Cambadélis si è trattato di una sconfitta “senza precedenti”, e il prossimo parlamento sarà “pressoché senza opposizione”. Sia lui, sia Benoit Hamon – il candidato socialista alle presidenziali, che aveva vinto le primarie a sorpresa – sono stati esclusi dai ballottaggi e non torneranno a Palais Bourbon.

Cade anche il Front National. Il partito di Marine Le Pen – arrivata al ballottaggio alle presidenziali, dov’è stata sconfitta da Macron – aveva posto come obiettivo minimo la conquista di 15 seggi, in modo da poter costituire un gruppo parlamentare a sé stante. Rischia invece di non arrivare nemmeno a 5. Eliminato al primo turno il segretario nazionale Nicolas Bay, mentre la Le Pen avanza al ballottaggio e probabilmente riuscirà a vincerlo, ottenendo l’agognato seggio che non aveva mai vinto nei suoi due precedenti tentativi.

Per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica, gli elettori che non sono andati a votare sono stati più di quelli che si sono presentati alle urne. La percentuale di astensione pubblicata da BFMTV ha toccato il 50,2%.

Il secondo turno delle elezioni si terrà domenica prossima, il 18 giugno.

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