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Furti, scippi e rapine, pene più gravi. “Cercasi socio per scassinare”

Il Governo inasprisce le pene per i reati di furti in casa, scippi e rapine che minano la capacità del cittadino di sentirsi al sicuro. La riforma del processo penale, attualmente in fase di discussione, conterrà dunque al suo interno il provvedimento che, una volta presentato alla Commissione Giustizia, avrà come obiettivo la certezza della pena: non si tratta  dunque di incentivare gli arresti, ma piuttosto di  garantire che il soggiorno in galera degli arrestati non finisca prima del previsto, per cavilli tecnici, circostanze attenuanti e così via.

Tra le proposte presentate dal Nuovo centro destra, anche l’obbligo per le forze dell’ordine di tenere informati i cittadini che sporgono denuncia sugli esiti delle indagini, comprese quelle archiviate.

Sembra che l’emendamento abbia messo d’accordo sul tema Giustizia sia i rappresentanti Pd che quelli di Ncd: “Questo intervento mira a garantire la certezza della pena, non è un mero inasprimento della sanzione penale, ma vuole evitare definitivamente che il lavoro delle forze dell’ordine venga frustrato con agevolazioni di pena e scarcerazioni”, afferma il vice ministro della Giustizia, Enrico Costa (Ncd).

Furti in casa, Rapine e scippi. Cambiano le pene relative all’articolo 624-bis del codice penale, quello relativo al furto in abitazione: la pena minima attualmente fissata a un anno, aumenta a tre, e può arrivare fino a quattro in caso di aggravanti (violenze o uso di armi da fuoco). La pena massima rimane invariata a sei anni di detenzione. Per quanto riguarda le rapine, si parte da un minimo di 4 anni di carcere e si arriva fino a 10 e  nei casi più gravi, ovvero  in caso di sequestro o conflitti a fuoco o gravi conseguenze per chi si trova coinvolto, si conferma il tetto di 20 anni di detenzione.

Il caso del rapinatore “social”. Che si prospettino tempi duri per i rapinatori non lo si evince solo dalla portata degli inasprimenti delle pene in esame dalla Camera: un giovane di 21 anni, Rinaldo Putigliano, sottoposto a misura cautelare il 19 marzo scorso, dopo una rapina all’Eurospin del quartiere San Paolo, postava foto ironiche e video su facebook dove si vantava dei colpi fatti, compreso l’annuncio “Cercasi socio per rapina”. Il ragazzo, attualmente ricoverato al Policlinico di Bari,  deve rispondere di altre due rapine precedenti in altri supermercati della zona, dopo che gli inquirenti hanno potuto provare la sua presenza su entrambe le scene del crimine, confrontando i vestiti dei video di sorveglianza con quelli che portava nelle foto caricate da Putigliano sul suo profilo facebook.

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