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Giornata mondiale dell’acqua, Papa: bere è un diritto umano

Un’umanità in cammino verso la terza guerra mondiale. Nel giorno della Giornata mondiale dell’acqua, Papa Francesco ricorda i rischi di una cattiva gestione del bene più prezioso del nostro Pianeta, troppo spesso al servizio di interessi privati e geopolitici.

Il Papa ha lanciato un forte monito: “Io mi chiedo se in mezzo a questa terza guerra mondiale a pezzetti che stiamo vivendo non siamo in cammino verso la grande guerra mondiale per l’acqua… Ancora non è tardi – sottolinea – ma è urgente prendere coscienza del bisogno di acqua e del suo valore essenziale per il bene dell’umanità”.

Francesco ha infine invitato ad “unire tutte le nostre voci in una stessa causa”  per ascoltare “il grido del fratello” che ha sete, perché ogni Stato garantisca “l’accesso universale all’acqua sicura e di qualità”. “Con il nostro ‘poco’ – ha concluso il Pontefice – contribuiremo a far sì che la nostra casa comune sia più abitabile e più solidale, una casa dove nessuno venga scartato né escluso, ma dove tutti godiamo dei beni necessari per vivere e crescere in dignità”. 

L’umanità muore di sete. Dai dati dell’Onu, ogni giorno quasi mille bambini muoiono a causa di malattie collegate alla mancanza di acqua o al suo inquinamento, mentre sono milioni le persone che perdono la vita per mancanza di acqua potabile.  Secondo WaterAid, associazione non governativa che s’interessa del problema in tutto il mondo, nel nostro Pianeta vi sono 663 milioni di case senza acqua potabile e che quindi, sono maggiormente a rischio di contaminazione, dal momento che devono prenderla da sorgenti non controllate.

Ma non aver acqua non significa solo non poter bere. Sempre secondo WaterAid, 2,4 miliardi di persone non hanno accesso a servizi igienici adeguati, con la conseguenza di esporsi a malattie a causa delle scarsa condizioni sanitarie che portano alla morte circa 315mila bambini sotto i cinque anni.

E proprio per cercare di risolvere tali drammatiche questioni, le Nazioni Unite hanno ideato nel 1992 il World Water Day. Appena cinque anni dopo, nel 1997 è poi partito il World Water Council, l’organismo non governativo internazionale che riunisce intorno a una tavolo (World Water Forum) organismi internazionali e specialisti del settore per discutere i problemi locali, regionali e globali.

Quest’anno il lavoro del forum si sofferma sulla questione delle acqua reflue, cioè quelle contaminate da attività industriali ma anche domestiche e agricole.  L’obiettivo sostenibile 6.3 dell’Onu è quindi quello di “migliorare entro il 2030 la qualità dell’acqua eliminando le discariche, riducendo l’inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, dimezzando la quantità di acque reflue non trattate e aumentando considerevolmente il riciclaggio e il reimpiego sicuro a livello globale”.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2017, molte città italiane si sono adoperate per aderire alla causa. Tra queste, spicca la città di Milano che ospita la mostra fotografica Water is life di WaterAid alla Fondazione Feltrinelli, il nuovo spazio da poco inaugurato in Via Pasubio 5, nelle giornate del 23 e 24 marzo. Le fotografie esposte, grazie anche al contributo del Gruppo Sofidel, raccontano attraverso un percorso narrativo la presenza dell’associazione nei paesi in cui opera.

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