L'abbraccio fra Bergoglio e Ratzinger

Giubileo al via. Francesco: abbandoniamo la paura

La carica dei cinquantamila in piazza San Pietro. Stesso numero di presenze che ci furono nel 2000, con qualche timore in più questa volta: le promesse dell’Isis di attaccare anche Roma. Hanno sfidato quindi la paura di un eventuale quanto improbabile, considerati i controlli capillari e il dispiego di oltre 2000 uomini delle forze dell’ordine, per essere presenti di un anno straordinario all’insegna della Misericordia.

Poco dopo le 11, nel giorno della solennità dell’Immacolata Concezione, Papa Francesco allargando le braccia e posando i palmi delle mani sulle ante della Porta Santa della Madre di tutte le chiese, ha spinto i battenti esattamente come poco più di una settimana fa faceva a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. E la folla che gremiva il piazzale. estendosi fino ai confini con via della Conciliazione, si è sciolta in un commosso ed entusiastico applauso scrosciante.

Subito prima, nell’atrio, Francesco ha salutato con un abbraccio il suo predecessore, il papa emerito Benedetto XVI. Ratzinger sarà il primo pellegrino a varcare la porta santa, e andrà nuovamente incontro a Bergoglio, per una ulteriore stretta di mano. E questi all’Angelus chiederà alla folla in piazza di mandare “tutti” un saluto al papa emerito.

Il rito che inizia con la scenografica processione dei circa 200 celebranti, è multilingue, sia nelle letture proclamate in spagnolo, italiano e inglese, sia nelle preghiere dei fedeli, che sono in cinese, arabo, francese, swahili e malayalam. Esprime l’universalità della Chiesa nel giorno in cui, sottolinea papa Bergoglio, “varcando la porta santa, qui a Roma e in tutte le diocesi del mondo, – ha aggiunto a braccio – vogliamo anche ricordare” la porta aperta dal Concilio 50 anni fa, quando i padri la “spalancarono verso il mondo”. L’Anno santo in tutte le diocesi e anticipato in Africa, dalla periferia del mondo, è dedicato alla misericordia. Così nell’omelia, che pronuncia con molta concentrazione e alcuni minimi inserti a braccio, il papa latinoamericano intreccia subito la misericordia al messaggio del Concilio ecumenico Vaticano II, che si è concluso esattamente 50 anni fa.

“Dobbiamo anteporre – esorta – la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia. Attraversare la Porta Santa, dunque, ci faccia sentire partecipi di questo mistero di amore, di tenerezza”. “Riprendiamo con la stessa forza e entusiasmo”, chiede la “spinta missionaria” del Concilio, che “è stato un incontro, un vero incontro tra la Chiesa e gli uomini del nostro tempo”. “Un incontro – rimarca – segnato dalla forza dello Spirito che spingeva la sua Chiesa ad uscire dalle secche che per molti anni l’avevano rinchiusa in sé stessa, per riprendere con entusiasmo il cammino missionario. Era la ripresa di un percorso per andare incontro ad ogni uomo là dove vive: nella sua città, nella sua casa, nel luogo di lavoro, dovunque c’è una persona, là la Chiesa è chiamata a raggiungerla per portare la gioia del Vangelo e portare la misericordia e il perdono di Dio. Una spinta missionaria, dunque, che dopo questi decenni riprendiamo con la stessa forza e lo stesso entusiasmo”.

Il messaggio della misericordia, nel quale si declina la onnipotenza di Dio, viene spiegato da papa Francesco anche in relazione alla figura della Madonna, “testimone privilegiata della promessa di Dio e del suo compimento”, nella quale Dio non solo ha perdonato il peccato, ma è giunto “fino a prevenire la colpa originaria, che ogni uomo porta con sé entrando in questo mondo”: è la Immacolata concezione della Madonna, che la Chiesa festeggia oggi, e che Bergoglio ricorderà anche nei due appuntamenti pomeridiani, a piazza di Spagna e a Santa Maria Maggiore, omaggi a Maria cari alla tradizione romana.

E a piazza di Spagna ricorda che “sotto il manto di Maria c’è posto per tutti”, tra cui anziani, disoccupati, migranti. Alla messa ha partecipato una delegazione italiana guidata dal presidente Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura e dal premier Matteo Renzi con consorte.

 

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