Giubileo: Roma ha il suo piano sicurezza

Giubileo e Roma ai tempi del terrorismo in nome di Allah. Considerato che il sedicente Stato Islamico (Is) continua a minacciare attacchi e il nuovo video diffuso ad una settimana dagli attentati nella capitale francese è stato intitolato: “Parigi prima di Roma”, l’Italia si sta attrezzando per annientare eventuali attacchi nemici che potrebbero coincidere con l’apertura dell’Anno Santo Straordinario indetto da Papa Francesco.

A Roma è stato definito il piano per garantire la sicurezza alla cittadinanza e ai pellegrini che vi affluiranno in occasione di questa speciale ricorrenza. E’ stato presentato oggi da questore e prefetto della città. “Abbiamo competenza e preparazione per affrontare il Giubileo”, ha subito rassicurato il questore Nicolò D’Angelo, con “tantissimi servizi sul territorio”. Si tratta diuna sfida per un evento mondiale – ha aggiunto il questore – che si vince con gioco di squadra da parte di tutti noi”.

Il piano predisposto impegnerà oltre 2000 uomini ed entrerà in funzione da lunedì prossimo 23 novembre, 15 giorni prima dell’inizio. Per ogni evento Giubilare, come ad esempio l’esposizione delle spoglie di San Pio da Pietralcino o la canonizzazione della Beata Madre Teresa di Calcutta, saranno emesse di volta in volta specifiche ordinanze, come anche per le manifestazioni pubbliche che interesseranno la città di Roma.

Per i pellegrini, che secondo calcoli preventivi non dovrebbero essere troppo numerosi, sono previste aree di check in come già per Giubileo del 2000. Tutte le vie di transito da porti e aeroporti saranno rinforzate con servizi aggiuntivi.

Quanto alla sicurezza sui trasporti: “Tra pochi giorni – ha spiegato il questore – vareremo un nuovo sistema di controllo sui mezzi Atac e su tutto il trasporto urbano”, aggiungendo che a bordo degli autobus “saremo presenti con le nostre pattuglie”.

Un’attenzione particolare merita l’Olimpico, dove vengono giocate le partite di calcio ed ospitate grandi manifestazioni come concerti e serate speciali: “Lo stadio è un potenziale pericolo e il controllo non ne è facile. Siamo tra i pochi a fare i non graditi controlli prefiltraggio”, ha detto Nicolo’ D’Angelo. Qyesto potrebbe rivelarsi non sufficiente; i controlli quindi saranno ancora più serrati:  “Saremo più rigidi ed useremo strumenti elettronici”.

Il prefetto di Roma Franco Gabrielli ha aggiunto informazioni sui controlli via etere: “Previsto un sistema di intercettazione radar da terra aggiuntivo che potenzierà quello già esistente”, ha annunciato nella conferenza stampa presso la scuola di polizia. “In situazioni più problematiche per sicurezza – ha aggiunto – un dispositivo aereo sarà in volo per intercettare drone che non risponda a requisiti previsti. E’ stabilita anche la possibilità di abbattere il drone in caso di grave pericolo”. Inoltre, sulla Capitale è stata ampliata la no-fly zone: “Praticamente tutta la città viene interdetta al volo aereo per tutto il periodo del Giubileo”, ha detto il Prefetto.

Nel piano di Roma per affrontare l’Isis è stato previsto anche l’intervento in caso di attacco batteriologico-chimico: si tratta di un piano antiterroristico già esistente che prevede interventi in caso di attacco batteriologico-chimico. “C’è un protocollo nazionale che stabilisce come intervenire con piani ben precisi. Tutto è codificato il piano esiste”. Cosi il prefetto di Roma Franco Gabrielli che ha ricordato gli attacchi terroristici all’antrace (2001): “Dal punto di vista della pianificazione – ha aggiunto – abbiamo vissuto la stagione dell’antrace e quando questa minaccia era all’orizzonte tutti i Paesi si sono attrezzati e hanno preso in considerazione ciò che può avvenire”.

Turtto previsto, secondo il piano sicurezza che partirà a breve. Tranne i falsi allarme che continuano a gettare nel panico i romani. Questa mattina, in un ospedale della Capitale si sarebbe svolto secondo un unico testimone, un medico che si è rifugiato nel bar, il ‘giallo’ di un uomo entrato nell’atrio del nosocomio imbracciando qualcosa di simile ad un fucile, ma che più verosimilmente un fucile non era. Nessuna traccia ha portato al fantomatico individuo ‘armato’.  Sul web, poi, girano tante bufale. Persino il presidente del Consiglio ne ha ricevuta una su Whatsapp: “Girano un sacco di bufale, di messaggi strani su Facebook, su Twitter – ha detto Matteo Renzi in un messaggio vocale -, io l’ho ricevuto su Whatsapp, messaggi in cui qualcuno pensa di essere simpatico o divertente ma non si rende conto che suscita e crea un clima di ulteriore paura, talvolta persino di panico. Vorrei invitare tutti a non cascarci, a non farvi fregare da questo clima che qualcuno vorrebbe creare. Il terrorismo internazionale è una minaccia seria e dobbiamo essere molto attenti e determinati”. “L’Italia farà la sua parte insieme agli alleati internazionali per sconfiggerlo – ha assicurato il presidente del Consiglio – , non sarà facile ma sono convinto che ci riusciremo tutti insieme . Quello che è fondamentale è che non cadiamo nella trappola di chi vorrebbe chiuderci a chiave in casa e di lasciarci vivere nella paura, senza uscire, senza fare la nostra vita normale. Stare attenti è una cosa, è giusto, non bisogna sottovalutare niente ma contemporaneamente anche non lasciare all’isteria il compito di non dominare la nostra vita. Nessuno ci porterà via la nostra esistenza quotidiana, l’Italia e gli italiani sono molto più forti della paura”.

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