Bernard gigi marc

Gli attentati di Parigi anche a Più libri Più Liberi

La prima giornata di Più Libri Più Liberi ha dedicato uno spazio significativo del suo Caffè Letterario all’attualità sconvolgente, e ancora non del tutto compresa, dei recenti attentati di Parigi. Gigi Riva, caporedattore del settimanale L’Espresso, ha moderato due incontri sul tema con il giornalista e politologo Bernard  Guetta e  con il politologo e sociologo Marc Lazar.Guetta Riva Lazar

“Cultura e guerra”, questo il titolo del confronto con Guetta. Esperto di politica internazionale, Guetta offre un’analisi delle cause della crescente adesione all’Islam radicale da parte dei giovani immigrati: “Gli attentatori di Parigi erano come tanti giovani europei e francesi: la vera differenza è che non avevano trovato alcun posto nella nostra società ed erano orfani di orizzonti, di una ragion d’essere, di una ideologia“. Il giornalista francese continua citando Olivier Roy, orientalista e politologo, : “L’islamismo è l’ultima utopia disponibile sul mercato delle idee, l’ultima utopia rivoluzionaria, di tabula rasa, di assolutismo religioso”. Guetta sostiene che i giovani alla ricerca di un orientamento ideologico più radicale trovino nell’Islam un quadro di appartenenza che fa proseliti con facilità disarmante. “Non credo che l’immigrazione magrebina stia incontrando difficoltà particolarmente diverse e più numerose di tutte le altre.” e ribadisce “La spiegazione di questa deriva è l’assenza di un’utopia più bella, più appassionante da offrire a questi giovani“.

In questo prospettiva, sostiene Guetta, la difesa dei nostri valori non ha senso solo nel quadro di una battaglia in favore della libertà e della democrazia, ma anche al fine di offrire a questi giovani qualcosa di meglio in cui credere e per cui impegnarsi a lottare. “Ci occorrono” dice il giornalista con entusiasmo “nuovi Francesco -come il nostro Papa-, nuovi Voltaire, Hugo, Spinoza e Kant, per ricostruire un mosaico morale comune“. A tal proposito Guetta sottolinea l’importanza dell’educazione nelle scuole e la necessità da parte di tutti di imparare a separare l’essenziale dall’accessorio: che una donna sia costretta ad indossare il burqa per le strade d’Europa è un insulto alla dignità fimminile, ma al contrario se una persona, per qualsivoglia ragione, desidera coprirsi il capo con un foulard non è il caso di indignarsi e invocare i diritti e le libertà che sono invece in pericolo in casi più gravi.

Dopo aver auspicato per la politica europea la nascita di un grande partito di coalizione di centro che si opponga con forza all’estrema destra, Guetta rivolge la riflessione alle frontiere: “Forse dobbiamo iniziare a pensare di ridisegnare quelle tracciate cento anni fa“.

Infine Guetta conclude tornando alle battaglie in difesa dei grandi ideali: “Erano battaglie per la libertà -oggi democrazia- che non bisogna mai interrompere. Il problema è questo abbiamo smesso di combattere e dobbiamo riprenderle. Riconoscendoci nei valori della nostra cultura e nelle geografie che apparentemente ci distanziano“.

Invece la riflessione del sociologo Marc Lazar, anche lui intervenuto in un incontro al Caffè Letterario con Riva nel corso della prima giornata di Più Libri Più Liberi, verte su altri punti. A proposito del modello assimilazionista francese Lazar sostiene : “Il modello francese è certamente in crisi, ma solo una minoranza degli immigrati ha scelto di opporsi alla Francia e alla sua cultura. Il problema è che la laicità ha perso il suo dinamismo e nel contempo le politiche  pubbliche di Parigi hanno lasciato che le comunità delle banlieue si auto-isolassero“.

Questa ondata migratoria” incalza, Lazar “non ha avuto la possibilità, come le precedenti, di scegliere se rinunciare ad alcuni aspetti della propria cultura o religione in cambio di una completa assimilazione e crescita sociale. Una gran parte di questi migranti cerca, nonostante tutto, di integrarsi“. Spiega poi il sociologo che un giovane della periferia o immigrato di prima o di seconda generazione di fatto non ha le stesse possibilità di un figlio di buona famiglia francese. E’ fondamentale, secondo Lazar, che la scuola stimoli i talenti, incuriosisca i ragazzi e che le aziende diano possibilità concrete. Tuttavia di fronte all’ipotesi sollevata da Olivier Roy, secondo cui l’ideologia Jihadista è l’unica forte disponibile sul mercato delle idee, Lazar risponde: “A prescindere da tutto in Francia c’è qualcosa che non può essere negoziato: alcuni valori fondamentali che fanno parte della laicità“.

Secondo il sociologo francese prima di pensare ad un nuovo sogno da offrire ai giovani bisogna considerare quale realtà si prospetta loro oggi in Europa: “C’è disoccupazione, disuguaglianza, crisi economica: bisogna risolvere queste condizioni prima di pensare ai sogni“.

Vania Amitrano

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