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Grecia, dopo 21 giorni riaprono le banche. Pagati debiti per quasi 7 mld

Dopo tre settimane di stop forzato, tornano ad aprire le banche elleniche. Si tratta del primo effetto pratico degli interventi decisi dai creditori internazionali, anche se non incide sul totale complessivo prelevabile dai cittadini greci ogni settimana – 60 euro al giorno o 420 in unica soluzione – sul quale rimangono invece i vincoli già in vigore. Rimane invece ancora chiusa – e con rigidi controlli sugli spostamenti di capitale – la borsa di Atene, i cui battenti non aprono dal 29 giugno scorso

Non è l’unica novità di questo lunedì di luglio: da oggi i cittadini ellenici si troveranno a fare i conti con gli effetti delle manovre approvate dall’eurogruppo e ratificate dal parlamento. Interventi strutturali anche pesanti, come l’aumento del 10 per cento dell’iva su alcuni beni e servizi, ma senza i quali oggi non sarebbe arrivato il prestito ponte da 7 miliardi di euro, necessario ad Atene per scongiurare il default del Paese. Una partita di giro vera e propria: le risorse che arrivano dall’European Financial Stability mechanism non si sono fermate a lungo nelle casse greche visto che sono serviti a ripagare 4,2 miliardi – tra capitale e interessi – alla Bce, e 2,05 miliardi di euro al Fondo monetario internazionale, tranche di rimborso che doveva essere effettuata lo scorso 30 giugno. A questo vanno aggiunti anche altri rimborsi che, stando alle stime diffuse dall’agenzia Bloomberg, fanno lievitare la cifra totale dell’assegno staccato oggi dal governo Tsipras fino a 6,8 miliardi di euro complessivi.

E mentre arrivano le conferme delle transazioni fatte da Atene verso i creditori, e la consapevolezza di aver rimborsato la totalità degli arretrati spettanti al Fondo Monetario che ha comunque ribadito la disponibilità ad “assistere la Grecia nei suoi sforzi per tornare alla stabilità finanziaria e alla crescita”, i ministri ellenici pongono l’accento sulla fase due che deve scattare nel Paese.

Il neo vice ministro dell’economia, Trifon Alexiadis, succeduto a Nadia Valavani, che ha rimesso il suo mandato nei giorni scorsi, ha assicurato che i controlli per contrastare l’evasione fiscale stanno per partire; il ministro del lavoro Katrougalos, invece, ha dichiarato all’agenzia Ana-Mpa che “le pensioni anticipate, a parte quelle esentate perché relative alle professioni insalubri, e ai genitori con figli disabili, saranno abolite”.

“Sappiamo che tanti obblighi ci derivano dall’accordo stipulato – ha aggiunto il ministro –  questo accordo forzato, questa ritirata tattica, tuttavia c’è spazio per muoversi e in questo quadro ci piacerebbe farlo come governo di salvezza sociale”.

Il percorso, appena agli inizi, prosegue. Rimane ancora lo scetticismo da parte della Germania. La cancelliere Merkel, infatti, ha dato disponibilità al prolungamento delle procedure di rimborso, ma ha negato aperture alle ipotesi di taglio e ridimensionamento delle passività visto che Atene ha già goduto degli effetti di una “volontaria cancellazione dai creditori privati” di circa 100 miliardi di euro, in realtà frutto dell’imposizione dei governi europei nel febbraio 2012, e di un “un prolungamento delle scadenze e un abbassamento dei tassi di interesse. Possiamo discutere di queste eventualità di nuovo (ma solo) entro questi linee guida”, ha aggiunto.

I mercati, intanto, continuano a dare segnali incoraggianti.  Al momento, i listini europei, dopo l’apertura di Wall Street, fanno segnare rialzi. La migliore è Milano con il Ftse Mib che avanza dell’1,15%, mentre l’All Share è in rialzo dell’1,11%. Positive anche Madrid +0,7%, Francoforte +0,59%, Zurigo +0,18%, Bruxelles +0,33% Parigi +0,35%, Amsterdam +0,28%, Londra +0,12%.

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