grillo

Grillo attacca media. Ma ricuce con Mentana che lo denuncia

Incassato l’ok sul codice etico, approvato dal 91% di coloro che lo hanno votato on line – solo un terzo scarso: 40.954 votanti su 135 mila iscritti al Movimento – Grillo ha spostato l’obiettivo delle sue invettive sui media attaccando giornali e tg. E andando anche oltre, con la proposta di una Giuria popolare contro le «balle» di stampa e tv.

L’iniziativa di Grillo prende le mosse dalle dichiarazioni del presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella che, contro le bufale sul web, ha evocato la necessità, in Europa, di «una rete di organismi nazionali indipendenti capace di identificare e rimuovere le notizie false». Parole a cui è seguito ieri l’anatema del leader M5S: «Tutti contro Internet. Prima Renzi, Gentiloni, Napolitano, Pitruzzella e, infine, il presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno. Tutti – ha scritto Grillo sul suo blog – puntano il dito sulle balle che girano sul web, sull’esigenza di ristabilire la verità tramite il nuovo tribunale dell’inquisizione proposto dal presidente dell’Antitrust. Così il governo decide cosa è vero e cosa è falso su Internet».

La controprosta grillina, quella di un ‘Gran Giurì’ popolare – cittadini scelti a sorte ai quali sottoporre gli articoli dei giornali e i servizi dei Tg – contro la ‘deriva’ di balle sulle notizie pubblicate (il tutto, ovviamente, a difesa di Internet e della libertà del web) è per il parlamentare Francesco Paolo Sisto una proposta “inammissibile e irricevibile”.  Il deputato di Forza Italia spiega anche che “strumenti legislativi per stabilire se le notizie siano o no lesive di beni giuridici esistono già, anche se sono migliorabili. Serve un controllo giuridico e normativo più incisivo sulla rete e va risolto il problema della rapidità di intervento, perché quando la notizia lesiva si stabilizza sulla rete, eliminarla diventa di fatto impossibile e, spesso, inutile”. Per Sisto “Grillo cerca di riguadagnare la leadership e di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai fatti di Roma” secondo la logica per cui “conta più il gesto mediatico che il suo contenuto”.

enrico-mentana-grillo-querela-770x429

Intanto, già da ieri Enrico Mentana, direttore dei Tg de La7, ha annunciato che porterà Beppe Grillo in Tribunale, per rispondere del fatto che nel post pubblicato su Facebook ha inserito il logo del suo tg  tra quelli definiti “fabbricatori di notizie false”.

In attesa della giuria popolare chiedo a Grillo di trovarsi intanto un avvocato – ha detto ieri Mentana -. Fabbricatori di notizie false è un’offesa non sanabile a tutti i lavoratori del tg che dirigo, e a me che ne ho la responsabilità di legge. Ne risponderà in sede penale e civile.

Ma la mossa di citare, tra i tant,i anche la testata di Mentana è stata fatta “per par condicio”, assicura  lo stesso ex comico genovese con un post scriptum a un post pubblicato oggi:

Non se la prenda direttore, è stato fatto per “par condicio” per non far sfigurare troppo i suoi colleghi. E inoltre si trattava di una denuncia politica per criticare il sistema mediatico nel suo complesso. Le auguriamo di continuare a fare informazione che sia rispettosa della verità e dei cittadini ancora a lungo.

Il seguito della vicenda viene rimandato al prossimo post scriptum del post scriptum del post precedente.

A.B.

Related News

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Copyrıght 2013 FUEL THEMES. All RIGHTS RESERVED.