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Grottesco Marino, dopo gli scontrini, la polizza danni

Dopo gli scontrini la polizza contro i rischi di eventuali danni provocati dalla sua incapacità. Ignazio Marino, sindaco di Roma ancora per pochi giorni, non finisce mai di stupire e come un torrente in piena infila imbarazzanti gaffe che ora non fanno più ridere ma preoccupano se è vero che il distrasoso primo cittadino romano è pronto a battere ancora due strade: quella della corsa ad eventuali primarie nel Pd e quella ancora più preoccupante di presentarsi alle prossime elezioni di primavera con una propria lista.

Per giustificare soprattutto la seconda scelta dice che i romani già lo rimpiangono. I discendenti di Enea, Cesare ed Augusto lo reclamano a gran voce, vogliono che resti e salvi Roma dal sacco in cui, non si sa bene chi, l’avrebbe precipitata. Nell’attesa della prossima discesa in campo, che lo stesso Pd continua a stroncare cercando di evitare gli ultimi pericolosi colpi di coda di un inqualificabile disastroso personaggio politico, Marino avverte, manda strani messaggi, minaccia:”se  parlo io viene giù tutto…”. In politica è sempre bene abituarsi a tutto ma assuefarsi alle malefatte e all’incapacità può essere molto pericoloso visti i risultati con cui Roma si misura, suo malgrado, ormai da troppo tempo.

Ma veniamo alla polizza anti incapacità e all’ennesimo imbarazzante show del nostro Fanfugnazio. Subito dopo l’interrogatorio fatto sulla incredibile storia  degli scontrini per cene istituzionali fasulle maldestramente difese davanti a giudici tanto perplessi quanto divertiti, Marino ne ha combinata un’altra delle sue. E vista la malaparata giudiziaria dove rischia di finire rinviato a processo e magari condannato per peculato, poche ore dopo l’incontro di Piazzale Clodio, fa richiesta e firma con  l’assicurazione del comune, una polizza per l’eventule copertura di danni legati all’incarico.

Scoperto, nuova marcia indietro e nuove bugie. Un copione già visto che piomba però su una città alle prese con disservizi e casini continui proprio mentre il Pd, sempre più sconcertato, parla di lui come di una “partita chiusa”.

Ma per archiviare il disastro Marino, con sondaggi drammatici per il Pd, il presidente-commissario Matteo Orfini sceglie un’altra strada, quella del lavoro fatto in città dal sindaco d’Italia più attaccato alla poltrona. ” La grande guerra ai poteri forti si è fermata davanti ai cancelli dell’Auditorium”, dove nelle nomine last minute del cda sono passati Aurelio Regina, Azzurra Caltagirone ed uno spagnolo di nome Josè Ramon Dosal Noriega. E anche stavolta l’amaro “de profundis” a questa ennesima triste vicenda del sindaco Marino, lo ha scritto proprio colui che lo aveva sempre improvvidamente difeso, Matteo Orfini appunto. C’è da sperare che a parte le prese di posizione pubbliche qualcuno, anche in privato, suggerisca al sindaco di farsi vedere. La schizofrenia non è più una ipotesi di lavoro. E’ una patologia grave. Nell’ambito medico di conoscenze Marino ne ha. Ormai dalla politica e dai cittadini aiuti non ne possono più venire. Il caso è clinico, ed in ambito sanitario va risolto. Nell’interesse di Roma e dei suoi cittadini.

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